Per Damiano Pirani il passaggio generazionale è iniziato a poco più di vent’anni e da allora l’azienda di famiglia continua a crescere, decennio dopo decennio
Siete una realtà presente sul mercato da molti anni ormai, com’è iniziato tutto?
La nostra è una famiglia legata al contesto agricolo da sempre. Mio padre era il classico meccanico di paese, che si occupava anche della manutenzione di macchine agricole. Negli anni Settanta ha iniziato anche un piccolo commercio di trattori, che con il tempo è cresciuto, parallelamente ai lavori di officina.
Lei quando ha iniziato ad affiancare suo padre in azienda?
C’è una data precisa che ha segnato la mia vita personale, oltre che la nostra storia famigliare e imprenditoriale: il 1° gennaio del 1991. È stato il giorno in cui è nata la Pirani Macchine S.a.s. e io sono diventato a tutti gli effetti imprenditore, al 50% con mio padre. Avevo ventitre anni e ho deciso di lasciare gli studi universitari per supportare a tempo pieno mio padre nel lavoro, che stava diventando sempre più impegnativo.
Quindi il passaggio generazionale è iniziato presto
È stata una dimostrazione di profonda fiducia da parte di mio padre: ha avuto l’umiltà di rendersi conto che faticava a seguire tutto, soprattutto gli aspetti organizzativi e contabili. Dopo qualche anno poi è subentrata anche mia sorella Roberta e mio padre è uscito completamente dall’azienda. Nel frattempo abbiamo costruito un capannone su misura e ci siamo spostati nella sede attuale. Sarò sempre riconoscente a mio padre per come ha favorito il nostro ingresso in azienda, dandoci la possibilità di sviluppare un’impresa moderna e al passo con i tempi.
Com’è articolata oggi la vostra offerta?
Sul fronte delle macchine agricole, proponiamo trattori, mietitrebbie e vendemmiatrici e disponiamo di un variegato assortimento di modelli dei migliori marchi, in particolare siamo concessionari autorizzati per il Gruppo Same e Antonio Carraro per la provincia di Ancona e parte della provincia di Macerata. Naturalmente offriamo anche attrezzature, come aratri, polverizzatori, seminatrici e rimorchi.
Per quanto riguarda il movimento terra rappresentiamo in tutta la regione il marchio Komatsu e offriamo miniescavatori, escavatori cingolati e gommati, dozer, dumper articolati e rigidi, motor graders, pale gommate e compatte e terne. Inoltre, mettiamo a disposizione dei nostri clienti la più qualificata offerta di soluzioni tecniche per l’irrigazione – siamo concessionario autorizzato Irrimec. Per il giardinaggio trattiamo macchine per la cura del verde, come trattori tosaerba, tagliaerba, falciatrici, decespugliatori, motoseghe e piccole attrezzature.
Infine, abbiamo una vasta gamma di ricambi per macchine agricole, movimento terra e attrezzature.
Proponete anche l’usato?
Si certo, l’usato è un servizio che offriamo su tutte le categorie di prodotti. Sul nostro sito web aggiorniamo costantemente la disponibilità di macchinari, attrezzature e ricambi usati.
Qual è stato il cambiamento più incisivo che avete sperimentato?
C’è stata un’evoluzione significativa soprattutto negli ultimi anni, dopo il terremoto, quando ci siamo aperti al settore del movimento terra e siamo diventati concessionari Comatsu. La ricostruzione del post terremoto e le facilitazioni in materia 4.0 hanno favorito lo sviluppo di questo settore nel territorio, che per noi ha acquisito un peso decisivo e ci ha permesso di incrementare il fatturato.
Questo sviluppo avrà generato nuove esigenze di personale. Lo staff è cresciuto nel frattempo?
Lo staff è cresciuto nel tempo, oggi abbiamo dodici dipendenti con una previsione di ulteriore incremento. Abbiamo sempre preferito dare precedenza all’officina: un buon meccanico è una garanzia di riuscire a fidelizzare il cliente nel tempo e ingaggiarlo su nuovi acquisti. Il servizio assistenza con feedback in azienda è sempre stato un nostro punto di forza.
Ora però abbiamo anche l’esigenza di inserire un terzo commerciale, per poter seguire al meglio le richieste.
Incontrate difficoltà nella ricerca di nuovo personale?
Si fatica un po’ a trovare nuove leve, forse è proprio un fatto generazionale e i limiti per l’apprendistato non aiutano. In generale riscontro un nuovo atteggiamento nei giovani, che impone anche una rimodulazione del processo di selezione.
Quali sono le vostre strategie e le vostre attese per il futuro?
Cerchiamo di potenziare i settori in cui abbiamo più possibilità di incremento: la divisione movimento terra e il servizio noleggio. L’agricoltura tende a calare, d’altra parte nella nostra zona il lavoro agricolo spesso non è esclusivo, nel senso che molti agricoltori alternano un’altra occupazione alla gestione dei propri terreni.
Intanto ci stiamo organizzando per comunicarci al meglio, anche attraverso i social, che sono ormai diventati importanti strumenti per le relazioni commerciali. E confidiamo in nuove opportunità previste con i nuovi finanziamenti per le SLES, che dovrebbero riguardare anche la nostra regione.
Gabriela Tirino











