Offrire tecnologia, completezza di gamma e puntare a un progressivo e continuo ampliamento del maket share. Questa la strategia di Agribertocchi, azienda di Orzivecchi (BS) che si sta preparando a vivere una nuova fase di crescita
Come avete affrontato gli ultimi mesi, difficilissimi per molte imprese del comparto?
Rispondo con qualche numero: Agribertocchi ha chiuso il 2020 con una crescita del fatturato del 46%. Siamo passati dai 50 milioni di euro segnati nel 2019, ai 76 milioni totalizzati alla fine dello scorso anno.
Una impennata notevole. Qual è stato il principale fattore di crescita?
Sicuramente le scelte tecnologiche compiute in passato, mi lasci dire in tempi non sospetti, in direzione della telemetria e delle soluzioni satellitari ci hanno permesso, oggi, di cavalcare l’onda del 4.0 essendo riconosciuti dal mercato come partner di riferimento.
Che peso hanno gli incentivi nella scelta di investimento delle aziende?
Un peso importante ma, nel nostro caso, la differenza la fanno preparazione e competenza. Abbiamo focalizzato la nostra offerta in questa direzione anni fa, investendo in servizi e personale e oggi ne raccogliamo i frutti.
Il vostro staff conta 5 risorse dedicate all’offerta 4.0, trasferimento dati, controllo dello stato delle macchine…
Esatto, per noi l’Agricoltura 4.0 è già realtà e non una proposta allestita allo scopo di sfruttare il credito d’imposta e questo il mercato lo percepisce. Siamo in grado di fornire tecnologia, sistemi, corsi di preparazione dei tecnici, assistenza all’utilizzo. Il livello dei servizi operati, unito alle caratteristiche di prodotto John Deere, ci ha permesso di fare un vero e proprio salto di qualità.
Questo salto vi ha permesso di segnare un tasso di crescita più che doppio rispetto a quello dell’immatricolato nella vostra zona di riferimento che (20% nel 2020). Come riuscite a intercettare i bisogni della clientela tecnologicamente più matura e consapevole?
Abbiamo tantissimi testimonials della meccanizzazione 4.0: aziende che hanno toccato con mano come le nuove soluzioni migliorino la qualità di lavoro e favoriscano la semplicità di utilizzo dei mezzi.
A chi sostiene che gli agricoltori sono interessati al 4.0 solo per motivi fiscali cosa risponde?
Sono convinto che, quando la tecnologia ha poco appeal, il motivo non sia da ricercare nella scarsa preparazione o competenza dei clienti, bensì nella proposta di un servizio poco fruibile e non pensato sulle reali esigenze del mercato. Nel nostro caso il supporto di John Deere è stato fondamentale.
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Aprile – Maggio di Rivenditore Agricolo – Agriparts











