Nel 2021 Rinaldin Group è diventato importatore per tutta l’Italia di Robot Bakus di Vitibot: un mezzo completamente elettrico che può lavorare in vigneto in totale autonomia e sono in programma novità anche per il 2022 nell’ambito delle macchine per il movimento terra
Abbiamo appena voltato pagina su due anni difficili. Quali sono le sfide attuali?
Gli incentivi hanno dato un’improvvisa impennata nella raccolta degli ordini. In dieci mesi, siamo passati da una previsione di -30% a un +20%. Il problema è che, mentre gli ordini aumentano, i tempi di consegna diventano più lunghi e incerti.
Quanto ha impattato tutto questo sulla vostra relazione con il cliente?
Meno di quanto temessimo. Trattandosi di un problema generale i clienti hanno compreso e accettato la situazione. Piuttosto l’impatto è stato sul ciclo finanziario: consegne che contavamo di fare entro l’anno sono slittate a quello successivo. Siamo comunque riusciti a chiudere l’anno con segno positivo.
Quali costi pesano e vi preoccupano di più in prospettiva?
Quelli relativi alla manodopera. Di fronte a grandi aumenti di ordini, un’impresa dovrebbe dotarsi di risorse per affrontarli. Il punto è che nel giro di uno o due anni potremmo trovarci in una situazione diversa e a quel punto questi nuovi costi potrebbero diventare un problema.
Quale può essere la soluzione?
Noi stiamo gestendo le risorse che abbiamo per non trovarci in futuro con una pericolosa zavorra. In questo modo, siamo riusciti comunque ad affrontare il 2021 senza défaillance. E il 2022 sarà un altro anno pieno di lavoro per le maestranze.
Per altro, anche volendo, trovare manodopera, temporanea o meno, non è facile.
È proprio così. Io posso dirmi fortunato: ho un bel team di risorse anche giovani.
Quanto vi preoccupa invece il generale aumento dei prezzi?
Abbastanza. Non so dire se l’impennata sia frutto di una temporanea speculazione o di un naturale incremento dopo anni di sostanziale stabilità. Certo, aumenti del 10-20% non passano inosservati. Il dubbio più grande è cosa accadrà quando non ci saranno più gli incentivi all’acquisto a sostenere il mercato.
Possiamo dire che la digitalizzazione è forte nelle aziende come la vostra?
Assolutamente sì. Abbiamo fatto di recente un investimento molto importante in sistemi aziendali. Pochi mesi fa abbiamo introdotto un CRM. Inoltre, abbiamo implementato in officina un sistema digitale che può gestire online tutte le commodity.
Quali vantaggi state sperimentando con quest’ultima soluzione?
In officina non gira più un pezzo carta. Abbiamo ridotto i tempi di lavoro e risparmiato una persona che abbiamo potuto impiegare altrove.
Cosa vi aspettate per il 2022?
Prevediamo un portafoglio di ordini importante e un fatturato in contrazione. Non riusciremo a consegnare entro l’anno tutto quello che venderemo da qui a breve, in particolare per quel che riguarda trattori e mezzi telescopici che contribuiscono alla fetta più importante del nostro fatturato annuo.
I business stabili restano dunque quelli a corredo.
Sì, ma l’assistenza vale circa il 10% del fatturato e la vendita di ricambi ancora meno. Il fatturato del settore garden è solido perché la merce è disponibile. Poi c’è il mondo delle attrezzature: essendo prodotto nazionale, sono disponibili con consegna entro l’anno in corso. Il nodo da sciogliere resta quello dei “pezzi grossi”. All’inizio dell’autunno partirà una nuova corsa per avere macchine disponibili a soddisfare la domanda frutto del credito d’imposta 40%.
Quali opportunità vede invece per il prossimo futuro?
L’esperienza ci ha insegnato che bisogna essere in grado di percepire il cambiamento e avere il coraggio anche di voltare pagine per dirigere il business nella direzione migliore.
Grazie.











