E non solo a livello 4.0. La connessione di cui parla Monia Reni di Reni Macchine riguarda il dialogo e la collaborazione orizzontale e di filiera. Perché a navigare in queste acque complicate siamo tutti sulla stessa barca e nessuno può salvarsi da solo
Si parla sempre più spesso di “tempesta perfetta”: da un lato un boom delle domande, dall’altro ritardi nelle forniture e il concessionario è nel mezzo… qual è la vostra esperienza in merito?
Le consegne disattese sono una grande criticità che richiede di essere gestita. Abbiamo clienti che pensavano di poter disporre delle nuove macchine già da metà anno e invece stanno ancora aspettando. I ritardi sono molti e, quel che è peggio, imprevedibili: non si contano le macchine pronte ma fuori linea bloccate, magari, da un componente che potrebbe arrivare tra un giorno oppure tra un mese. La preoccupazione maggiore, per noi concessionari, è il fatto che gli incentivi per il 4.0 prevedano la connessione delle macchine entro il prossimo giugno 2022.
Quali sono i rischi se il termine non viene rispettato?
Che il cliente, anche se ha già versato il 20% previsto, perderà le agevolazioni. Stiamo cercando, tramite UNACMA (associazione di cui Monia Reni è consigliere, n.d.r.) di chiedere al Ministero la proroga delle consegne almeno a dicembre.
Incrociamo le dita. Nel frattempo, però, la situazione va gestita: quali sono le ricadute sulla concessionaria?
Questa situazione sta disturbando la pianificazione in modo sensibile ed è complicata dalla continua variazione dei listini. Per noi ritoccare un prezzo una volta stipulato il contratto è impensabile. L’auspicio è che quanto promesso venga mantenuto e che i prezzi, almeno degli ordini pregressi, non subiscano modifiche.
E per il futuro?
Speriamo prima di tutto che questa speculazione arrivi al termine. Nel frattempo, dobbiamo abituarci a lavorare in un contesto di grande variabilità, valutando il momento e facendo preventivi congrui.
Non sembra facile…
E infatti non lo è: serve un monitoraggio costante del mercato, delle richieste, delle macchine con l’obiettivo di contenere il danno. In questo senso la collaborazione con le case costruttrici è fondamentale. Per quanto ci riguarda, con il nostro gruppo di riferimento (AGCO, vedi box) abbiamo avviato un fitto dialogo per definire le priorità di consegna richiedendo, quando possibile, la precedenza alle macchine 4.0. Ci aspettano mesi cruciali e tutti i nostri sforzi sono volti a ridurre i disagi ai clienti che si sono già esposti con i contributi. Si tratta di un lavoro da gestire giorno dopo giorno.
Alla luce di queste dinamiche così stravolte, come sta cambiando il vostro modo di gestire gli approvvigionamenti?
Bisogna muoversi con largo anticipo e fare degli acquisti stock mirati sulle esigenze del mercato, che va mappato in modo puntuale e monitorato costantemente. È chiaro che la capacità previsionale dell’azienda fa la differenza.
Nel vostro caso come gestite il processo di previsione?
Tre anni fa abbiamo portato a termine una riorganizzazione gestionale che ha comportato, tra l’altro, l’implementazione di strategie native di previsione e pianificazione con il supporto di strumenti software dedicati. Siamo sicuramente avvantaggiati rispetto a chi deve ancora fare questo passo. Ma nessuno ha la bacchetta magica. Per fortuna, in questo momento, le case sono vicine alla rete, offrendo strumenti e supporto per far crescere i propri concessionari.
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero 05 Novembre/Dicembre 2021 di Agriparts – Rivenditore Agricolo 2021











