Se ci fosse ancora Pietro Aliberti, il fondatore, potremmo raccontare nel dettaglio come è cambiato il modo di fare e pensare l’agricoltura in Basilicata negli ultimi sessant’anni. Pietro non c’è più, però al suo posto ora ci sono Rocco e Laura: sono loro ad aver traghettato la Trattori Aliberti di Marsicovetere (Potenza) nel suo 53esimo anno di attività. Ed è Laura a raccontarcelo.
Come è nata la Trattori Aliberti e come è cambiata nel corso di questi 53 anni?
Per rispondere bisogna immaginare la Val d’Agri, la vallata in cui ci troviamo: una zona pianeggiante tra gli Appennini con una relativa abbondanza d’acqua, ma non dovunque. Qui negli anni Sessanta l’agricoltura era agli inizi della meccanizzazione: fu in quel periodo che Pietro, nostro padre, iniziò la rivendita di mezzi agricoli. Possiamo dire che fu un pioniere a quei tempi, perché la maggior parte degli agricoltori aveva appena iniziato a interessarsi della tecnologia per migliorare il proprio lavoro.
Come è organizzata oggi l’azienda?
Noi siamo la seconda generazione: Rocco si occupa della parte commerciale, io della parte amministrativa. Siamo concessionario Same ma proponiamo circa una decina tra i principali marchi di macchine agricole. Abbiamo anche un servizio di officina, fondamentale per poter seguire i clienti anche nelle fasi di pre e post vendita. Dal 1969 a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti: innanzitutto, l’azienda è diventata ufficialmente Trattori Aliberti nel 1992, quando nostro padre ha scisso la società precedente rilevando tutte le quote. Prima di quel tempo non esistevano dei veri e propri contratti da concessionario: si vendevano macchine e piccole attrezzature a nome della casa costruttrice. Poi il mondo è cambiato.
Quali sono i principali cambiamenti che avete visto nel corso della vostra esperienza? Come li avete affrontati?
Le impressioni sono importanti, ma i numeri sono sempre i più veritieri: diciamo che se agli inizi una macchina da 30 cavalli era considerata enorme, spropositata, oggi il mercato richiede abitualmente macchine da 200 cavalli e oltre.
Qui in Basilicata, poi, non c’erano gli imprenditori agricoli ma le famiglie di contadini: il paesaggio è cambiato in questo senso, anche a causa delle normative è sempre più frequente veder nascere imprese medio-grandi. Anche il cliente è cambiato: oggi chi viene qui sa già cosa vuole e come lo vuole, si è già informato altrove.
Se il cliente arriva già preparato, la vostra esperienza e la vostra consulenza hanno ancora un senso?
Diciamo le cose come stanno: oggi il cliente può anche acquistare direttamente online, non solo informarsi. Inoltre, alcune case produttrici vanno sempre più nella direzione del “salto dell’intermediario”, cercano di vendere direttamente all’imprenditore agricolo senza passare dal rivenditore. Eppure, nonostante questo, la consulenza è sempre richiesta: i clienti desiderano tecnologia e comfort e vogliono potersi affidare a qualcuno che possa aiutarli a scegliere nel loro interesse. La fiducia nel nostro settore è fondamentale, inoltre l’acquisto su internet di un’attrezzatura comporta sempre dei “problemi”: va adattato alla macchina, va integrato con altre attrezzature e così via. Credo che la direzione da prendere sia verso un servizio sempre più impeccabile, non solo per quanto riguarda la consulenza ma anche e soprattutto sul lato officina.
In che modo il servizio di officina può rivelarsi strategico?
Le faccio un esempio: durante la stagione della fienagione, gli imprenditori agricoli hanno tempi calcolati al millesimo di secondo. Ogni minuto di fermo macchina può diventare, così, estremamente costoso da sostenere. Noi lo sappiamo e, per essere al fianco dei clienti, ci prepariamo adeguatamente sia a livello di officina – con il personale pronto a intervenire – sia a livello di ricambistica. Il settore dei ricambi è un altro valore aggiunto del nostro lavoro, ci sta dando anche molte soddisfazioni.
Insomma, ci sono margini e possibilità di crescita anche al di fuori della vendita
Certo che sì. L’agricoltura meccanizzata e industriale si sta avviando in questi anni. Sta crescendo, e noi vogliamo crescere con lei.
Camilla Garavaglia
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di marzo aprile 2022 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











