Vivere il territorio, conoscerne le peculiarità e le esigenze, saper anticipare i bisogni e fornire soluzioni su misura per creare valore: così si lavora di Borio F.lli, una realtà che affonda le sue radici nel territorio delle Langhe, nata nel 1933 ad Alba (CN) dove ha tutt’oggi sede. Oggi in azienda è attiva la terza generazione: “mentre la quarta è in fase di sviluppo”, rivela con un sorriso Andrea Borio che gestisce l’impresa cuneese.
Quasi novant’anni di storia, avete vissuto sicuramente molti cambiamenti.
Un tempo queste terre erano coltivate a cereali, in particolare grano, fino a che hanno scoperto la vocazione alla viticoltura e corilicoltura (nocciole). L’esperienza e la dedizione hanno permesso di sviluppare vere e proprie eccellenze con vitigni famosi in tutto il mondo dal Barolo al Barberesco ai vari Nebbioli delle Langhe e del Roero. Anche le colture nocciolifere, con la varietà “Tonda gentile delle Langhe” hanno acquisito grande prestigio.
Avete sviluppato una specializzazione in questi due ambiti?
Abbiamo sempre lavorato ascoltando le esigenze degli agricoltori e del territorio per cercare di rispondervi al meglio e, quando possibile, di anticiparle. Oggi serviamo le aziende che operano in ambito vitivinicolo con un’offerta completa che spazia dai trattori alle attrezzature specifiche, mentre per la corilicoltura ci siamo allungati nella filiera, coprendo anche le necessità per quanto riguarda le operazioni post raccolta, per la pulizia e l’essicazione. La specializzazione conseguita ci permette di fare consulenza in modo ancora più mirato.
In che modo supportate l’agricoltore?
Ci capita sempre più spesso di essere chiamati a dare consiglio anche al di fuori delle zone direttamente presidiate, là dove si voglia intraprendere per la prima volta una coltivazione viticola o nocciolifera. Non ci sovrapponiamo al lavoro degli agronomi, ma portiamo le nostre competenze per allestire degli impianti di viti o noccioli che siano meccanizzabili in modo ottimale. Oggi è una condizione imprescindibile piantare le coltivazioni in funzione della meccanizzazione.
La meccanizzazione di certe lavorazioni è conseguenza dei cambiamenti in atto?
È sempre più difficile reperire manodopera specializzata e le variazioni delle stagionalità legate ai cambiamenti climatici stanno acuendo questa mancanza. Il modo di lavorare si sta trasformando. Sta emergendo, per esempio, la domanda di vendemmiatrici. Si tratta di macchine ancora poco diffuse e utilizzate su vigneti non nobili, ma la crescita della domanda di questo tipo di soluzioni è rivelatrice delle tendenze in atto e conto andranno a diffondersi anche qui da noi, in collina.
Vedremo quindi sempre più tecnologia in campo?
L’agricoltura 4.0 è sempre più realtà, grazie anche agli incentivi dedicati. Le nuove tecnologie consentono di operare in modo rigoroso tenendo una molteplicità di parametri sotto controllo. Questo assicura una miglior precisione, con vantaggi sia dal punto di vista economico sia della sostenibilità ambientale. E i vantaggi sono immediatamente tangibile sia sul versante dei costi che dell’impatto sull’ambiente.
Crede che si stia diffondendo una nuova sensibilità dal punto di vista ambientale?
La mentalità sta cambiando in tutti i vari anelli della filiera, a partire dal consumatore finale sempre più attento a chiedere prodotti attenti all’ambiente. Essendo all’inizio della filiera, chi coltiva e lavora la terra ha una grandissima responsabilità e la sostenibilità è ormai un elemento decisivo nella scelta delle soluzioni da adottare in campo. Basti pensare alla crescita del biologico (nel 2019 la superficie agricola dedicata al bio è cresciuta di 35.000 ettari rispetto al 2018, sfiorando i 2 milioni di ettari complessivi, NdR).
Tutto ciò rappresenta un aumento della complessità e delle possibilità dal punto di vista della meccanizzazione. Come scegliete i marchi con cui collaborare?
Nel tempo abbiamo ampliato sempre più la nostra offerta, cercando partner che offrissero soluzioni in grado di generare valore per i nostri clienti. Ogni relazione con i marchi che abbiamo avviato è andata consolidandosi negli anni: per noi la continuità e il rapporto di fiducia che ne deriva sono molto importanti. Quando scegliamo un marchio lo scegliamo per costruire insieme un percorso di crescita.
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di settembre-ottobre 2021 de Il Rivenditore Agricolo – Agriparts











