La svolta verso l’elettrico sta portando un cambiamento significativo nel settore agricolo, non solo per il contenimento delle emissioni, ma anche perché questo tipo di alimentazione delle macchine agricole comporta costi operativi minori rispetto alla combustione. Nell’era moderna l’agricoltura si trova di fronte a sfide sempre più complesse, tra cui emerge la necessità di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere l’efficienza operativa. In risposta a queste esigenze, l’elettrificazione dei trattori agricoli si configura come una vera e propria rivoluzione verde, offrendo un’alternativa sostenibile alle tradizionali macchine a combustione.
Meno emissioni e costi inferiori
L’introduzione dei trattori elettrici rappresenta un cambiamento significativo, permettendo la mitigazione dell’impatto ambientale grazie a emissioni zero in loco e introducendo la possibilità di utilizzare fonti di energia rinnovabile per la ricarica. I trattori elettrici, nel lungo periodo, possono comportare minori costi operativi rispetto ai modelli tradizionali a combustione, grazie ai minori costi di carburante e manutenzione a cui si aggiunge la riduzione del rumore associato all’elettrificazione che migliora le condizioni di lavoro e riduce l’inquinamento acustico nelle aree rurali. Inoltre, la graduale elettrificazione dei trattori rappresenta anche un’opportunità per integrare in maniera operativa tecnologie di precisione e intelligenza artificiale nel processo agricolo. Trattori elettrici avanzati possono essere dotati di sistemi di guida autonoma, sensori per il monitoraggio delle condizioni del suolo e sistemi di gestione dati per ottimizzare le operazioni agricole.
C’è ancora da fare
Nonostante gli indiscussi vantaggi e le appetibili opportunità finora descritte, l’elettrificazione delle macchine agricole presenta ancora delle importanti sfide da superare. Ad esempio, sebbene la ricerca stia producendo incoraggianti risultati sulla progettazione di batterie più efficienti e sulla creazione di infrastrutture di ricarica più accessibili, la durata e la potenza delle batterie attuali rimangono ancora una delle principali barriere. Sforzi in corso nell’ambito della frenatura rigenerativa o altre soluzioni come lo sfruttamento della ricarica durante brevi periodi di inattività, anche grazie all’energia solare. All’efficienza delle batterie si aggiungono gli investimenti iniziali necessari all’acquisto di queste macchine elettriche. Pur diminuendo i costi operativi a lungo termine, il prezzo iniziale di un trattore elettrico rimane più elevato rispetto a quello di uno tradizionale. A questo proposito incentivi governativi e agevolazioni fiscali potrebbero essere fondamentali per accelerare l’adozione di queste tecnologie.
Normativa ad hoc cercasi
A livello normativo, il regolamento UE n.167/2013 del parlamento europeo e del consiglio, ormai conosciuto come “mother regulation”, tratta l’omologazione e la vigilanza del mercato dei trattori agricoli e forestali fornendo indicazione solo per i mezzi T2, cioè trattori stretti da vigneto e frutteto. In questo caso, per omologare i mezzi T2 vengono seguite le indicazioni del regolamento 3/2014 che ha un focus specifico su motocicli e quad. Per le categorie T1, bisogna ancora attendere. Nello scenario attuale i costruttori si rifanno ad altri regolamenti e norme ISO che derivano dall’industria automobilistica o da regolamenti circa l’introduzione di nuove tecnologie nei più svariati contesti, ma il risultato è che i processi di omologazione sono complessi e costosi. La situazione attuale pone sfide considerevoli, ma l’industria si sta muovendo verso una normativa più adatta all’elettrificazione delle macchine agricole. A questo proposito, azioni circa la standardizzazione delle attrezzature trainate pongono l’accento sulla necessità di una versione delle varie norme ISO e dei vari regolamenti maggiormente adattata alle esigenze agricole, più leggera e specifica per il settore.
di Sofia Matilde Luglio e Mino Sportelli
Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di novembre-dicembre 2023 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











