Insieme, ma non per forza. Sono infatti affinità elettive e comunione d’intenti a unire oggi un grande marchio costruttore come Goldoni Keestrack e BFM, azienda italiana specializzata nella progettazione e della produzione di macchine agricole per la coltivazione di vigneti, uliveti e frutteti, con particolare attenzione alle soluzioni per i terreni collinari. Quella tra le Goldoni Keestrack e BFM non è una storia di vincoli o acquisizioni ma, come ci tengono a sottolineare i diretti interessati, di pura e autentica collaborazione sinergica tra due aziende che vogliono potenziare il proprio business con un’offerta congiunta di valore: la migliore macchina in ogni contesto, equipaggiata con l’attrezzatura qualitativamente migliore, oltre che più adatta.
Un’integrazione vincente
Partnership come quella tra Goldoni Keestrack e BFM non solo inaugurano un nuovo corso nella storia delle due aziende, ma sembrano anche segnare un punto di svolta nel settore. “C’è sicuramente un clima generale di apertura che predispone alla collaborazione, ma anche alla condivisione di informazioni tra costruttori di macchine e di attrezzature – ammette Alessandro Zambelli – In passato, i costruttori di trattori si concentravano principalmente sul proprio prodotto guardando forse non abbastanza alle attrezzature Ma un trattore senza attrezzature è una “scatola” vuota e abbastanza inutile. Per essere competitivi sul mercato, oggi più che mai, sappiamo di dover dare di più. Non basta un prodotto eccellente. Serve una soluzione eccellente”.
Sinergia costruttiva
Il dialogo tra Goldoni Keestrack e BFM potrebbe anche avere positive ricadute nello sviluppo. “Concettualmente sì – conferma Fabrizio Bertoluzzo – la nostra collaborazione è ancora agli inizi, ma in effetti abbiamo già avuto modo di riscontrare i benefici che possono derivare dal dialogo tra noi e dal presentarci insieme ai clienti: lo abbiamo visto in occasione dell’ultima Fiera Agricola a Verona in occasione della quale le nostre attrezzature erano esposte nello stand Goldoni Keestrack”. “Prendiamo ad esempio la cimatrice elettrica lanciata quest’anno da BFM – aggiunge invece Zambelli – Noi siamo ancora agli inizi in questo senso. Ma soluzioni di questo tipo, già sul mercato, ci indicano la direzione da seguire, mentre la collaborazione con BFM ci lascia intravedere il possibile beneficio di uno sviluppo parallelo, se non congiunto, del ragionare insieme sulle necessità delle attrezzature e sulle possibilità del trattore in un sforzo davvero sinergico”.
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di ottobre 2022 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











