Agricoltura 4.0: sarà vera gloria? Sembrerebbe proprio di sì. Concessionari di macchine e attrezzature agricole e aziende clienti sembrano d’accordo nel riconoscere che digitalizzazione, automazione, soluzioni “smart” rappresentino una buona, e forse addirittura imperdibile, opportunità per il settore.
Più del 76% dei concessionari che abbiamo ascoltato conferma di offrire una o più tipologie di prodotto in questo senso: dalle soluzioni di precisione farming (75,8%) ai dispositivi di bordo (77,2%), dai più avanzati strumenti per la telemetria (53,8%) alle attrezzature evolute con interfaccia ISOBUS (46,2%).
Rispetto alle nostre indagini precedenti sul tema, realizzate nel 2017 e nel 2019, il “menù” proposto appare inoltre molto più ampio e diversificato. Allo stesso tempo, oltre l’80% degli intervistati ha sottolineato come i livelli di interconnessione e capacità di trasmissione e condivisione tra le diverse soluzioni sia notevolmente migliorato rispetto al passato.
Il mercato si evolve?
La tecnologia dunque va avanti a grandi passi. E il mercato? Nonostante, le difficoltà e l’incertezza del contesto attuale, l’interesse resta forte. La domanda, come sostiene oltre il 70% dei rivenditori italiani che abbiamo ascoltato, è in evidente aumento.
“Il 4.0 sta restituendo entusiasmo al settore, complice anche l’opportunità fiscale offerta dal credito d’imposta 50%”, conferma Alberto Tonello, vice presidente di Unacma (Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole). Non bisogna però farsi troppe illusioni: l’incentivo per molti è ora il principale traino. “La stragrande maggioranza dei clienti, in questo particolare momento, punta soprattutto ad approfittare dell’agevolazione fiscale. Sono ancora pochi quelli che stanno investendo sul futuro e sull’opportunità concreta che le soluzioni di agricoltura 4.0 possono offrire”.
Oltre il vantaggio fiscale c’è di più
Se, infatti, da un lato i concessionari hanno perfettamente chiari tutti i vantaggi ottenibili, anche al di là del vantaggio fiscale – ad esempio, il 97% cita i positivi impatti in termini di aumento della resa e dell’efficienza produttiva, il 93% sottolinea l’ottimizzazione dei costi -, dall’altro, non tutti i clienti hanno una visione così chiara.
Un concessionario su due arriva ad affermare che i propri clienti hanno ormai perfettamente chiari tutti i possibili vantaggi del 4.0. Per il 36%, invece, sono genericamente poco chiari ai più, mentre il 10% ritiene che non lo siano affatto.
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In cerca di nuove competenze
Tuttavia, la preparazione lato utente sembrerebbe essere ancora un “tallone d’Achille”: solo il 19% dei rivenditori intervistati sostiene che le competenze dei propri clienti siano di buon livello.
Per oltre il 60% sono invece appena sufficienti, mentre circa il 17% le reputa nettamente insufficienti. Sul risultato pesa anche il divario importante tra medio-grandi aziende del settore più consapevoli e pronte a investire in ottica futura, e piccole realtà poco informate e ancor meno propense a compiere il passo tecnologico.
Man mano che si alza l’asticella tecnologica, la richiesta di competenza e specializzazione rispetto al 4.0 è però destinata inevitabilmente ad aumentare a tutti i livelli.
Il fatto in sé è chiaro ed evidente per molti concessionari agricoli che, nel 62,5% dei casi, dichiarano di aver già rivisto il proprio modello di business e la propria organizzazione interna: personale formato con competenze specifiche (99,8%), servizio post-vendita aggiornato e dedicato (94,6%), aree espositive “ad hoc” (80,4%), solo per citare alcuni dei principali interventi adottati. Un rivenditore su quattro evidenzia anche un’ulteriore evoluzione del rapporto con il cliente in termini di consulenza e formazione specifica.
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di aprile – maggio 2021 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











