La logistica è quell’attività della cui importanza ci si rende conto solo quando non funziona: è la dura lezione che non ultimi anche i concessionari di macchine e attrezzature agricole hanno imparato nei difficili anni del Covid19 e nei successivi. I numerosi shock registrati nella cosiddetta supply chain – porti bloccati, tariffe dei noli marittimi alle stelle, rotte di collegamento compromesse, carenza di capacità di trasporto ecc. – si sono via via sommati ai ritardi produttivi accumulati duranti il lockdown, ingolfando il flusso distributivo. Per chi, come il commerciante agricolo, si trova a gestire l’ultimo anello lo scenario è ormai ben noto nella sua complessità. Rispondendo a una nostra indagine pubblicata sul numero di gennaio-febbraio del 2023, il 93% dei concessionari (quasi il 30% in più rispetto all’anno precedente) confermava gli impatti negativi di questa situazione sulla propria attività di vendita e assistenza: ritardi nelle consegne delle macchine nuove ordinate e dei materiali e componenti necessari per le riparazioni (77% delle risposte), aumento dei costi e quindi dei prezzi di vendita (61%), difficoltà nella programmazione e nella gestione degli interventi (31%).
Come affrontare le sfide logistiche
Ora la situazione sta pian piano rientrando nei ranghi, ma per molti la logistica è ancora un “grattacapo”. Per questo può valere la pena rivedere il proprio modello logistico al fine renderlo più resistente agli imprevisti, in grado di sostenere dinamiche di costante incertezza. Molti concessionari hanno ben chiara questa necessità: circa un anno fa, rispondendo a un nostro questionario, il 36% circa dichiarava di aver da poco assunto figure specializzate per la gestione del magazzino oppure di averne l’intenzione nel breve periodo.
Negli ultimi quattro anni, diversi intervistati e intervistate ci hanno però anche raccontato di investimenti realizzati per migliorare in particolare l’attività di magazzino e la gestione delle scorte. Le aree di intervento esplorate sono essenzialmente due: soluzioni “soft” che aumentano la “intelligenza logistica” e tecnologie “hard” che ne rinforzano i muscoli. Sul primo fronte ci sono i gestionali e tool digitali per la gestione del magazzino, il controllo dei livelli delle scorte, la pianificazione e la programmazione degli ordini di fornitura, la visibilità della filiera. A giugno 2020, rispondendo a una nostra indagine sul tema, quasi il 14% dei rivenditori agricoli confermava di sentire l’impellente necessità di aumentare visibilità e capacità di controllo degli stock in magazzino. Un anno dopo, nel pieno della crisi degli approvvigionamenti, quando la quasi totalità delle concessionarie agricole in Italia faceva i conti con ritardi e incertezza cronici nelle consegne, il 40% dei rivenditori vedeva nei software gestionali lo strumento con cui affrontare le contestuali problematiche di “forecasting & planning” (vedi box). Nella primavera 2023, ben il 73% dichiarava di utilizzare un “tool” proprio e/o del proprio Costruttore di riferimento per la gestione degli ordini e il controllo degli stock. “L’introduzione di un nuovo sistema gestionale è stato un elemento chiave di crescita per la nostra concessionaria: or possiamo tenere sotto controllo i margini e la rotazione di un numero crescente di codici e di creare tutti i giorni liste d’ordine in base alle richieste per ciascun magazzino”, raccontava ai tempi Alessandro Pucci, Responsabile management, pianificazione e controllo, post vendita e agricoltura di precisione presso PM & B a Tuscania (VT). “Abbiamo risolto la questione dell’aumento delle referenze, introducendo un software CRM per monitorare le prestazioni del magazzino – spiegava invece Chiara Rinaldin, Responsabile amministrazione e finanza di Rinaldingroup a Ponte di Piave (TV) – In futuro, ci aspettiamo di vendere meno referenze in quantità ma di maggior valore e per questo sarà necessario prestare maggior attenzione all’obsolescenza tecnologica dei ricambi, riducendo al minimo gli acquisti destinati allo stock di magazzino”.
Nicoletta Ferrini
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Settembre-Ottobre 2024 de Il Giornale del Rivendotore Agricolo











