Indiscussi “specialisti degli speciali”. Da circa sei decenni nell’area tra Alessandria, Asti e Cuneo il nome Robino è associato alla vendita e all’assistenza di macchine specifiche per le lavorazioni in frutteto e tra i filari di viste. L’azienda è stata fondata da Oreste Robino che ancora oggi ne è anima e guida, insieme alla moglie Clara, alle figlie Daniela e Patrizia e ai generi Andrea Macario e Gianni Gambino. Ed è proprio quest’ultimo a raccontarci le ragioni di questa “specializzazione” della concessionaria con sede a Santo Stefano Belbo (Cuneo): “Nel nostro territorio vigneti e noccioleti vanno per la maggiore. L’agricoltura in campo aperto praticamente non esiste. Le coltivazioni sono spesso in pendenza. Gli spazi sono ridotti: i filari sono larghi di solito due metri o due metri e mezzo. Ci vogliono quindi piccoli gommati o cingolati dalle dimensioni compatte.”
Quanto è cambiato il vostro mercato negli anni?
Pochissimo e moltissimo. La nostra è un’agricoltura da sempre centrata su uva e nocciole, fatta da aziende di medie dimensioni: sei oppure otto ettari per il vigneto, circa quindici nel caso del noccioleto. Nella nostra zona ci sono alcuni dei vigneti considerati tra i più pregiati in Italia e apprezzati nel mondo: Barbera, Dolcetto, Barbaresco, Barolo, Nizza, Moscato Asti.
A questi elementi si è aggiunta negli ultimi anni un’attenzione speciale per il nostro territorio, che è anche patrimonio dell’Unesco. Inoltre, tanti giovani stanno tornando in campagna: persone, spesso con una laurea in tasca, che hanno deciso di intraprendere un’attività agricola. In alcuni casi prendono in mano l’azienda del nonno, ma decidono di gestirla con uno spirito diverso.
Cioé?
Puntano spesso su metodi di coltivazione biologica con meno pesticidi. Vogliono realizzare una produzione di grande qualità anche nel caso di micro-cantine. Sono innovativi, fanno scelte più equilibrate, consapevoli e attente, che salvaguardano la qualità del prodotto, ma anche il territorio.
Qual è l’opportunità, o la sfida, nel gestire questa nuova clientela?
L’utenza più giovane si affida molto al dealer. In passato chi arrivava da noi aveva le idee chiare e sapeva quasi sempre ciò che voleva. I giovani hanno meno esperienza, ma sono interessati. Si informano e studiano e poi si rivolgono a noi per essere seguiti in maniera professionale. Noi andiamo a visitare le loro aziende e consigliamo loro le macchine più idonee.
Come è cambiata l’offerta in quest’ultimo senso?
Si vendono più attrezzature per coltivazione sotto fila: laddove fino a qualche anno fa si usava il diserbo chimico, oggi per ottenere lo stesso risultato si sfrutta la meccanica. Nella nostra zona, alcune imprese si sono specializzate nella produzione di macchinari e tecnologie che consentono un trattamento meno invasivo per il terreno.
E le soluzioni 4.0?
Stiamo consegnando parecchie macchine con questo tipo tecnologie a bordo. Anche in questo caso, i giovani sono i più interessati perché ne riconoscono i vantaggi. Possono capire la capacità produttiva del terreno, le esigenze in termini di manodopera per un certo tipo di coltivazione. A fine anno, posso sapere quante ore di lavoro sono state spese e quanto gasolio è stato consumato e, in base alle rese, capire la reddittività di ogni terreno. In questo modo hanno una visione completa e concreta della propria attività e possono prendere decisioni più efficaci.
Sono anche aumentati i fornitori?
Ci sono in effetti più interlocutori.
Voi però avete anche rapporti di lunghissima data con alcuni brand storici
Lavoriamo con Goldoni da quasi sempre. Per trent’anni abbiamo seguito anche il marchio New Holland. Lo abbiamo lasciato nel 2021 per prendere Landini.
Come mai questa scelta?
La gamma Landini comprende diversi trattori per la cura del vigneto. Noi avevamo l’assoluta necessità di avere in portafoglio un cingolato di piccole dimensioni e peso contenuto. Le lavorazioni in vigneto sono infatti aumentate: si arriva anche fino a 25 passaggi in un anno. Con un trattore pesante si rischia di danneggiare le radici e soffocare la pianta. Landini ci dà l’opportunità di offrire alla nostra clientela un piccolo cingolato, leggero e potente, che soddisfa le esigenze degli agricoltori anche in termini di sicurezza e comfort a bordo. Per i veicoli specialistici Landini è disponibile la cabina categoria 4, pressurizzata, che tutela l’operatore dal respirare polvere ed eventuali sostanze usate durante lavorazioni.
Da qualche anno avete anche il marchio McCormick, parte del gruppo Argo Tractors
McCormick rappresenta, all’interno del gruppo Argo Tractors, il brand più orientato alle alte prestazioni e all’innovazione tecnologica. È un marchio con una forte vocazione internazionale, pensato per aziende agricole strutturate e per il contoterzismo, dove potenza, affidabilità e agricoltura di precisione fanno la differenza. Insieme a Landini, completa un’offerta che copre tutte le esigenze della moderna meccanizzazione agricola.
Gestire più marchi e molti modelli ha un impatto sull’assistenza: quanti ricambi avere in stock?
Oltre 100 mila, compresi ricambi originali New Holland e di macchine Goldoni di quarant’anni fa, oltre ovviamente a tutti ricambi Landini e McCormick. Avere uno stock ampio è fondamentale per garantire un servizio veloce e tempestivo. Il cliente vuole rimanere fermo il meno possibile. Una gestione complessa. Per questo abbiamo tre persone dedicate e un magazzino automatico.
Nicoletta Ferrini
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Marzo-Aprile 2026 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











