Rafael Massei, al timone della filiale italiana di Kramp Groep, parla degli obiettivi dei prossimi mesi. Superato il periodo più duro dell’emergenza è tempo per l’azienda di guardare al futuro. Puntando alla crescita grazie al servizio e forte di un asset strategico: il nuovo magazzino di Reggio Emilia
Anche durante i mesi più difficili dell’emergenza non vi siete mai fermati. Qual è, a caldo, un vostro primo bilancio del periodo?
Il lockdown uno shock per tutti. Ma guardando indietro ai mesi trascorsi e confrontando la nostra situazione con quella di altre aziende e settori, dobbiamo essere contenti.
Perché?
Prima di tutto perché non abbiamo dovuto gestire uno stop dell’attività: il nostro codice ATECO ci ha permesso di continuare a lavorare e la nostra principale preoccupazione è stato farlo nella piena sicurezza per tutti i collaboratori.
Molte aziende, anche del settore della meccanizzazione agricola però sono state costrette a fermarsi. Avete dovuto gestire problemi di fornitura?
Non nelle prime settimane: il magazzino tedesco di Strullendorf, da cui partono circa il 65% delle spedizioni per l’Italia (il restante 35% viene gestito dal magazzino di Reggio Emilia, N.d.R.), rappresenta per noi un polmone importante. Il suo ampio stock ci ha permesso di garantire il servizio e soddisfare le richieste dei clienti all’inizio dell’emergenza. Con il passare dei mesi invece abbiamo dovuto gestire delle shortage dai fornitori, sia italiani, sia stranieri.
In che modo queste complicazioni hanno influito sull’operatività?
I problemi non sono mancati, ma c’è stato anche un calo generale delle attività.
Ci sono settori più colpiti di altri?
Il giardinaggio, che però non è la nostra priorità, è stato senza dubbio quello più penalizzato a causa della chiusura dei negozi fino a metà/fine maggio. Le attività agricole invece, pur con un’operatività ridotta e rispettando la sicurezza hanno continuato a lavorare e riparare, poiché il servizio di assistenza era garantito.
In generale il lockdown ha accelerato il processo di digitalizzazione di privati e imprese. Dal vostro punto di vista è cambiato qualcosa?
Le aziende senza un buon sito per l’eCommerce sono state penalizzate. In questo senso noi godiamo di un vantaggio: da quando, nel 2011 siamo arrivati in Italia, abbiamo sempre puntato sul web, secondo una strategia che vede centrale il commercio online. Inoltre a maggio abbiamo lanciato un nuovo motore di ricerca per semplificare la ricerca a web e creare una esperienza più user-friendly per i nostri clienti.
Scegliere il web come canale principale non rischia di diminuire i punti di contatto con i clienti?
Al contrario: da settembre stiamo testando con alcuni clienti la nuova funzionalità della chat sul web con l’idea, una volta “aggiustato il tiro” e completata la formazione del personale, di estendere il servizio a tutti gli utenti. Riteniamo che sia uno strumento integrativo al customer care via telefono o mail: i colleghi in alcuni mercati stranieri lo stanno già usando da diversi anni con grande successo. Il futuro non può che essere nel segno della digitalizzazione.
Di recente avete lanciato anche la APP Kramp…
La nuova app è stata accolta con favore dal mercato: del resto il suo obiettivo è quello di agevolare al massimo il lavoro dei nostri clienti. Lo strumento, che continueremo a promuovere nei prossimi mesi, è soggetto a un lavoro di perfezionamento continuo per rendere tutti i nostri servizi fruibili con sempre maggiore semplicità. In futuro i nostri clienti registrati potranno ordinare direttamente da mobile.
Lo scorso luglio è iniziata la costruzione del nuovo magazzino di Reggio Emilia. Una tappa importante della crescita di Kramp nel nostro Paese.
Sicuramente. I lavori sono iniziati in ritardo secondo quanto previsto dalla tabella di marcia annunciata in occasione di EIMA 2018 ma ora ci siamo: gli impedimenti burocratici sono stati superati e la speranza è che si possa procedere spediti verso il completamento della struttura per fine estate 2021.
Che tipo di struttura sarà?
Si tratta di un magazzino automatizzato ampio 12.000 mq e dotato di macchine digitali, in ottica 4.0, ad esempio per l’imballaggio, in grado di ottimizzare il volume degli imballi sulla base delle dimensioni dei pacchi. Un sistema già in uso in altri nostri magazzini europei.
Che impatto avrà il nuovo deposito sul servizio ai clienti italiani?
Ci permetterà di ampliare le finestre di inserimento ordini, riducendo in modo sensibile il lead time e spedendo tutta la merce da Reggio Emilia. Un miglioramento sensibile del servizio soprattutto per le zone del Centro e Sud Italia. Ma questo magazzino rappresenta anche altro.
Cosa?
L’interesse concreto che la casa madre mostra nei confronti del nostro Paese. Con 370 milioni di ricambi potenziali, quello italiano è il terzo mercato europeo per importanza. Oggi il nostro giro d’affari tocca i 22 milioni di euro con tasso di crescita costante e un market share che si aggira intorno al 5%. Le potenzialità ci sono: sono convinto che faremo bene anche se il nostro è un mercato particolare.
Alice Borsani
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di settembre / ottobre de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











