Soluzione combinata per l’irrorazione con serbatoio frontale e barra posteriore, la botte da diserbo Aux-Arrox di Gaysa si caratterizza per il perfetto bilanciamento e una struttura che assicura leggerezza e alta manovrabilità anche in condizioni sfidanti. Una combinazione vincente caratterizzata da grande versatilità
Tutta questione di equilibrio
In agricoltura come nella vita è, spesso, tutta questione di equilibrio. Lo dimostra anche la soluzione combinata per il diserbo Gaysa che integra serbatoio frontale e barra posteriore. “La botte da diserbo combinata Aux-Arrox progettata e realizzata dalla spagnola Gaysa”, inizia a raccontare Christian Battini, Area Manager Battini Agri, “ci ha colpito fin da subito per la sua configurazione innovativa, differente da qualsiasi competitor, e ne abbiamo colto al volo le potenzialità per il mercato italiano”.
Una configurazione innovativa
La soluzione per il diserbo ideata da Gaysa e proposta in Italia da Battini Agri, infatti, si compone di un serbatoio frontale e di una barra irroratrice posteriore, indipendente, senza la tradizionale cisterna accompagnata. Grazie a questa particolare configurazione si ottiene un’ottimale distribuzione dei pesi che assicura nel corso dell’attività un ottimo bilanciamento del mezzo. Con quali vantaggi? Tre sono i benefici più evidenti: una miglior distribuzione dei pesi migliora la trazione del trattore, riduce il calpestio e incrementa manovrabilità e sicurezza. Scopriamo tutti questi vantaggi nel dettaglio, a partire dalla possibilità, come accennato, di lavorare con trattori di potenza medio-bassa (70-100 HP), e trovare quindi numerose applicazioni sul mercato italiano anche presso piccole-medie imprese agricole o per utilizzi in appezzamenti di dimensioni ridotte o irregolari.
Alte prestazioni, massima sicurezza
“In più, il particolare assetto della combinata proposta da Battini Agri, assicura un ridotto calpestio grazie all’ottimale distribuzione del peso. Ciò garantisce delicatezza nella lavorazione e uniformità del trattamento, anche nelle condizioni operative sfidanti, in particolare per l’applicazione con colture sommerse – sono oltre 130 le tipologie di riso coltivate in Italia! – dove il peso ridotto assicura di non sprofondare nel terreno, migliorando così anche la velocità di lavorazione, riuscendo a coprire estensioni importanti in un lasso di tempo limitato.
Alte prestazioni assicurate in un contesto di massima sicurezza: “l’assetto della soluzione progettata da Gaysa”, spiega Christian Battini, “garantisce, infatti, grande stabilità anche su terreni molto irregolari e in presenza di ridotti spazi di manovra, tutelando al meglio operatori, mezzi e colture”. Con una barra dietro molto ravvicinata rispetto al trattore (grazie all’assenza di una cisterna dedicata) per un peso totale di 7-8 quintali (a seconda della barra montata) e di circa 3 quintali davanti dove è allocato il serbatoio si ottiene una soluzione compatta e con pesi ben distribuiti. In più, per assicurare la miglior versatilità, la soluzione prevede anche la possibilità di invertire barra e serbatoio su trattori dotati di sollevatore frontale. Ciò permette, in determinate condizioni di lavoro, di dare visibilità all’operatore del lavoro svolto dalla barra irroratrice.
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di settembre-ottobre 2020 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











