In un settore in cui l’assenza di ricambio generazionale mette a rischio il futuro di tante imprese, la concessionaria agricola Poggio Fratelli di Tortona (Alessandria) è la tipica “mosca bianca”. A mandare avanti l’azienda, avviata negli Anni ’40 da Giampiero e Virgilio Poggi, è infatti ancora una numerosa famiglia. I figli di Giampiero, Massimo e Nicoletta, e del secondo, Barbara e Claudio, guidano l’azienda. Ed è già pienamente operativa anche la terza generazione con i figli di Massimo: Beatrice e Giacomo Poggio.
“In effetti, siamo in tanti e non è così comune”, conferma con soddisfazione proprio Giacomo, che nella concessionaria di famiglia si occupa, tra le tante cose, di seguire il magazzino e in parte anche le vendite.
La storia dell’impresa della famiglia Poggio sintetizza in sé la storia della meccanizzazione agricola. “L’inizio dell’attività di mio nonno e suo fratello ha coinciso con la prima meccanizzazione. Passando da un’agricoltura basata sul traino da animali alle prime macchine agricole, c’era bisogno di chi riparasse e vendesse trattori e attrezzature. Quasi da subito abbiamo scelto di lavorare con Massey Ferguson e Maschio Gaspardo. Non abbiamo ancora cambiato idea”.
Quanto e come si è trasformato il mercato in tutti questi decenni?
Tantissimo e più volte. Io ho vissuto in prima persona la grande trasformazione 4.0, il passaggio da una forma di lavoro pratico a uno digitale. Prima ancora c’era stato l’ingresso nel settore dell’elettronica: sensori, centraline, etc. montati sulle macchine.
Come si fa a non essere sopraffatti quando il cambiamento avviene rapidamente, come negli ultimi anni?
Adeguandosi e tenendo il passo con corsi di formazione e aggiornamento. Ma anche guardando avanti per cercare di anticipare le innovazioni utili a rimanere sul mercato.
In questo senso, quale potrebbe essere il prossimo grande cambiamento?
L’automazione. Secondo me, in futuro non ci sarà più bisogno di un operatore a bordo del mezzo. Non so se questo sia un “pro” o un “contro”, ma il prossimo passo sarà quello.
E per quel che riguarda il modo di lavorare?
Negli ultimi il clima ha riservato diverse sorprese. In futuro quindi bisognerà prestare particolare attenzione a questa variabile e probabilmente essere pronti a lavorare anche in condizioni non congeniali per non sforare le tempistiche produttive. Inoltre, come dicevo, magari non si salirà più direttamente sul mezzo, ma si potrà controllarlo da remoto.
Per voi tutto questo cosa potrebbe voler dire?
Essere ancora più presenti e vicini al cliente, e fornire assistenza anche da remoto.
L’assistenza sarà comunque sempre un pilastro.
Assolutamente sì. Noi ripetiamo sempre che il servizio di assistenza è la nostra migliore pubblicità. Intervenendo il più rapidamente possibile, anche sul posto, e risolvendo tempestivamente i problemi, si crea fidelizzazione. Un cliente che si sente seguito con cura non cerca qualcun altro e si rivolgerà a noi anche per altre esigenze.
Ad esempio l’acquisto di ricambi. Per questo avete deciso di aprire uno shop “Powered by Kramp”?
Crediamo che questa opzione ci permetterà di dare un servizio davvero completo anche al cliente che non ha acquistato un prodotto dei nostri marchi, aumentando quindi il nostro bacino di vendita.
Com’è venuta l’idea?
Lavoriamo con Kramp da dieci anni. All’inizio ci rivolgevamo a loro prevalentemente per acquistare materiali e attrezzature per uso interno alla nostra officina. Ci siamo però resi conto che era un peccato non proporre alla nostra clientela una così ampia offerta a catalogo. Nella nostra zona inoltre siamo rimasti in pochi concessionari agricoli per cui capita sempre più spesso che qualcuno ci chieda ricambi di marchi che non trattiamo, ma anche prodotti come i DPI. Abbiamo visto una possibilità di crescere con Kramp. Lo store è stato inaugurato lo scorso 21 dicembre e ora stiamo cercando di farlo conoscere tramite i social. Vogliamo far capire che non siamo solo commercianti di trattori, ma possiamo aiutare i clienti nella ricerca di ogni genere di ricambio, anche al di là della nostra offerta commerciale.
Nicoletta Ferrini
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Gennaio-Febbraio 2025 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











