Con l’obiettivo di far crescere la propria attività, i dealer sono sempre più disposti a investire nel capitale umano, ma la manodopera specializzata scarseggia per la parte commerciale, per la gestione del magazzino e per l’assistenza tecnica. Nove concessionarie agricole su dieci sentono il bisogno di potenziare il proprio organico, ma meno di sei riescono a farlo e comunque solo dopo aver speso molto tempo ed energie nella ricerca delle persone adatte. Oltre il 33% dei dealer agricoli vorrebbe assumere, ma non riesce a trovare le figure professionali di cui avrebbe bisogno. Una nostra più recente indagine restituisce l’immagine di un mercato a doppia faccia: da un lato, una domanda “vivace” e la promettente volontà da parte dei dealer agricoli di crescere anche grazie a investimenti sostanziali in capitale umano; dall’altro, una grave carenza di manodopera e personale specializzato, capace di soddisfare il mutato fabbisogno di competenze delle aziende del settore.
Le figure più richieste
Le risposte raccolte confermano che le figure professionali più ricercate sono anche le più difficili da trovare. In cima alla lista dei desideri ci sono i tecnici: chi ha assunto personale di recente, o vorrebbe farlo a breve, ha puntato soprattutto e prima di tutto su persone da inserire in officina le quali però, come conferma la stragrande maggioranza degli intervistati, sono praticamente introvabili. I pochi meccanici e meccatronici preparati e competenti disponibili sul mercato diventano rapidamente oggetto di contesa tra le diverse concessionarie agricole. Agli altri non resta che proseguire in una ricerca a lungo inconcludente. A essere molto richiesti e poco trovati sono però anche commerciali e addetti alla vendita, magazzinieri e personale da dedicare al servizio ricambi.
Più lacune in ambito tecnico
Diverse sono le ragioni indicate dagli intervistati per spiegare questa generale carenza di risorse umane specializzate: scarso interesse per le professioni in concessionaria e poca disponibilità, soprattutto da parte delle giovani generazioni, a impegnarsi in un’attività che prevede grande flessibilità e, in alcuni momenti dell’anno, un maggiore carico di lavoro. Quasi tutti segnalano anche un generale gap di competenze rispetto all’attuale contesto competitivo. La ricerca è infatti resa ancora più complessa e inconsistente dal fatto che l’offerta disponibile raramente incontra le esigenze del dealer. Secondo quasi l’83% degli intervistati, l’ambito tecnico è quello rispetto a cui le lacune sono più grandi e quindi gli interventi formativi più urgenti. Tuttavia, almeno un concessionario su due ritiene che anche la parte commerciale meriterebbe un aggiornamento. Il problema però, per come lo hanno descritto gli intervistati e le intervistate, è che il generale livello di formazione è genericamente basso e raramente in linea con le richieste del mercato.
di Nicoletta Ferrini
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di novembre-dicembre 2023 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











