Vale 1,27 miliardi l’export di macchinari agricoli made in Italy, che nel 2025 hanno messo a segno una crescita del 7,2% sul consuntivo 2024. Secondo le elaborazioni su dati Istat dell’Osservatorio Uiv (Unione Italiana Vini) in occasione della recente edizione di Enovitis in campo, a spingere in terreno positivo la performance del comparto italiano, in cui il settore vitivinicolo pesa per circa la metà, è stata soprattutto la domanda europea, che ha chiuso l’anno a quota + 13,7%, mentre fatica l’extra-Ue (-5%).
I diversi mercati europei
In particolare, hanno registrato trend in doppia o tripla cifra Paesi dell’area centro-orientale come la Polonia (balzata sul terzo gradino del podio con un +46%), Slovenia (+164%, in sesta posizione) e Bulgaria (+86%, all’ottavo posto), mentre restano tendenzialmente stabili o leggermente in contrazione il primo e secondo mercato, Francia e Germania (rispettivamente a -0,4% e +1%) e Spagna (-1,8%, quarto posto). In terreno negativo il complessivo extra-Ue, che vede gli Usa scendere dalla quarta alla nona posizione nella lista delle destinazioni, con un totale delle vendite più che dimezzato (-55%). Tra le eccezioni, la Turchia (+16%) e il Regno Unito (+27%).
Bene la componente a motore
Sul fronte merceologico, oltre il 60% dell’export è realizzato dalla componente a motore che, dopo un 2025 a ritmo sostenuto (+15%), ha confermato un buon trend di crescita (+7%) anche nel primo bimestre di quest’anno. Vira invece in negativo (-1,7%) il risultato complessivo per il comparto, che tra gennaio e febbraio ha realizzato vendite all’estero per 165 milioni di euro, pur con una ripresa degli ordini dagli Stati Uniti.











