Il post-vendita continua a essere una fonte di reddito per le concessionarie di macchine e attrezzature agricole italiane, ma con che rilevanza?
I rivenditori interpellati nella nostra ultima indagine sul tema hanno confermato che, negli ultimi due anni, il contributo offerto dal lavoro di assistenza e manutenzione nella composizione del fatturato annuo dell’azienda si è fortemente ridimensionato.
La reddittività diminuisce
Nella nostra precedente rilevazione sul tema, effettuata all’inizio del 2020, prima dell’avvento della pandemia Covid19, per un rivenditore su due l’assistenza rappresentava almeno più del 20% delle entrate complessive e addirittura in un caso su tre la quota di fatturato realizzata in officina superava il 50%.
Oggi, la maggioranza degli intervistati indica valori compresi tra il 20% e il 50%, mai oltre. Per tutti gli altri riparazioni e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria continuano a non superare il 20% dei ricavi complessivi dell’attività della concessionaria. Non solo.
Calma piatta
Il trend è decisamente più stabile rispetto a due anni fa: nel 2020, quasi il 60% dei concessionari, a fronte di percentuali importanti di lavoro, sottolineavano anche un’incidenza crescente dell’attività d’officina nella complessiva gestione della propria organizzazione e un peso sempre maggiore sul fatturato. A due anni di distanza, solo uno su cinque ha visto aumentare ancora il valore dell’assistenza, mentre per circa il 40% dei rivenditori la percentuale di lavoro e quindi di entrate provenienti da questa attività è rimasta pressoché invariata.
L’indagine completa è disponibile sul numero di gennaio – febbraio 2022 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo












