I numeri del noleggio di macchine agricole sono ancora piccoli, certamente ben distanti da quelli “macinati” in altri settori, primo tra tutti l’automotive, ma fanno ben sperare.
A metà 2019, il noleggio di beni strumentali ha toccato le 5.000 aziende attive in Italia.
Più della metà si occupano di container alloggio, attrezzature di sollevamento e movimentazione senza operatore.
Poco meno di 800 noleggiano, invece, gru e attrezzature con operatore.
Il dato che colpisce di più, però, riguarda le oltre 1.600 le aziende italiane che noleggiano macchine e attrezzature per agricoltura e lavori edili (Dati provvisori dello studio 2019 presentati al 27° congresso nazionale Assodimi/Assonolo a San Patrignano il 18 ottobre 2019).
La crescita in Italia
“Tra il 2018 e il 2019, il noleggio professionale ha visto in Italia un generale incremento del 10%, con punte fino al 30% in alcuni settori, soprattutto in quelli che si occupano di costruzioni, movimento terra, attrezzature edile, logistica, sollevamento.
Tuttavia, anche per quel che riguarda l’agricoltura, la manutenzione e la cura del verde e la pulizia industriale gli aumenti di fatturato sono decisamente interessanti, seppure con valori assoluti ancora piccoli”, conferma Marco Prosperi, dal 2013 direttore di Assodimi/Assonolo, unica associazione in Italia che raduna di distributori e noleggiatori di beni strumentali.
“All’estero il noleggio professionale è piuttosto diffuso anche in agricoltura. In Francia, tanto per fare un esempio, i fatturati sono molto grandi anche se le realtà sono numericamente di meno.
In Italia manca ancora un po’ di “cultura del noleggio” sia dal lato della domanda che dell’offerta – illustra Prosperi -. Il cliente ha un’idea piuttosto vaga: non sempre conosce le potenzialità del noleggio agricolo, non riesce a valutare l’utilità in termini di costi e tempi di utilizzo e magari neppure gli sono chiare le tariffe.
Dall’altra parte, il potenziale noleggiatore ha paura di fare concorrenza alla sua stessa attività di vendita, che spesso è primaria, non riesce a gestire la domanda sebbene questa sia in crescita e talvolta lascia che a fare la trattativa sia il cliente”.
Focalizzarsi sul servizio
Secondo Prosperi, il noleggio non è, però, un’attività così diversa dalla vendita di macchine e attrezzature agricole.
“In entrambi i casi è necessario focalizzarsi sul servizio complessivo. Tuttavia, l’approccio finanziario è senz’altro diverso, perché i tempi di rientro del capitale con il noleggio sono più lunghi.
D’altro canto, questa opzione apre a tutto un altro tipo di clientela e quindi a nuove opportunità. Probabilmente, deve entrare in campo un po’ di intraprendenza da parte di chi offre il servizio. Per funzionare, il noleggio deve essere un’attività molto ben organizzata.
È poi anche necessario avere la “mente aperta” a tutte le possibili opportunità, guardando anche al di fuori dei contesti più “classici”.
C’è poi un’ultima “chance” interessante, – Marco Prosperi: – la vendita del mezzo come usato. Recenti studi Samoter Prometeia ci dicono che le macchine a noleggio sono state usate meglio e molto meno per cui la svalutazione è abbastanza bassa”.
Un business profittevole
Il noleggio può dunque non solo funzionare, ma anche essere un business davvero profittevole: “Non bisogna però improvvisarsi noleggiatore – afferma il direttore di Assodimi/Assonolo -.
E non solo nel senso che è necessario tutelarsi con un’assicurazione: bisogna prima di tutto organizzare al meglio l’attività.
È una questione di “forma mentis”: non si noleggia solo un attrezzo, ma si offre un pacchetto di servizi, che va dalla consulenza fino all’assistenza.
È fondamentale, infine, saper spiegare al cliente il vantaggio al di là del costo”.
Insomma, l’opportunità c’è per tutti, ma bisogna saperla cogliere.











