Il “Think Tank” annuale di FederUnacoma sì è svolto di recente al Castello di Rosciano: nei vari interventi dei relatori si è fatto il punto sul ruolo centrale della meccanica agricola italiana e sulle nuove strategie di promozione sui mercati internazionali. Tema centrale dell’evento, “Il made in Italy, un valore aggiunto per l’agromeccanica”.
Ci vuole un salto di qualità
La qualità e la tradizione della meccanica agricola italiana sono da sempre una leva fondamentale per il successo sui mercati esteri, ma è necessario anche che le macchine realizzate dalle imprese italiane debbono essere percepite nel mondo come prodotti classici del “Made in Italy”, al pari dell’automotive di alta gamma, della moda, dell’agroalimentare. Questo ha sottolineato il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti (nella foto), aprendo il Think Tank. Lo scorso anno la crescita dell’export di settore ha raggiunto i 6,5 miliardi euro (+3,6% sul 2021), ma la meccanica agricola italiana deve fronteggiare la concorrenza sempre più agguerrita dei Paesi asiatici, che sfruttano soprattutto la leva del prezzo.
Cosa si può fare
Secondo Dario Fabbri di Domino, le strategie di promozione dell’industria italiana devono tenere conto di tutte le variabili geopolitiche che condizionano il mercato, ma possono fare leva sul ruolo strategico che la meccanica agricola è chiamata a svolgere in questo momento storico, visto che l’agricoltura è diventata settore di punta per tutti i sistemi economici più importanti. Per quanto riguarda l’azione di governo, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha riaffermato la necessità di sostenere e incentivare l’innovazione tecnologica delle industrie italiane, per far fronte alla concorrenza dei Paesi emergenti. Per raggiungere lo scopo, l’esecutivo è impegnato in una razionalizzazione e in una semplificazione del sistema di incentivazione pubblica che per essere ancora più efficaci devono prevedere procedure snelle e di facile accesso per le imprese.












