Oltre che l’anno della pandemia, il 2020 sarà ricordato come l’anno del boom per l’eCommerce.
Durante il lockdown, in particolare, in alcune categorie di prodotto e di servizio sono stati toccati picchi di crescita addirittura a tripla cifra.
Una volta rientrata l’onda anomala, l’eCommerce sembra camminare con un altro passo rispetto ai canali di vendita tradizionali e questo rappresenta una sfida, sia per le aziende commerciali, sia per le case costruttrici.
Anche nel campo della meccanizzazione agricola, infatti, seppure in tono minore, qualcosa è cambiato e la filiera si trova nella condizione di dover stabilire nuovi equilibri, collaudare nuove dinamiche e consolidare nuove sinergie.
L’esperienza di Tierre
E c’è chi non ha perso tempo.
Tierre, per esempio, ha attivato una piattaforma online per dare visibilità agli stock di prodotto dei loro dealer sul territorio.
“L’idea è stata quella di dare visibilità alla nostra offerta non tanto, o meglio, non solo, sui soliti portali di macchine usate ma anche su quelli utilizzati dal cliente finale per commercializzare la sua produzione, offrendo quindi nuove opportunità di visibilità alla rete” afferma Michele Zanchin, responsabile commerciale della società di Curtarolo (PD)
“Questa iniziativa – ci spiega – si inserisce in una strategia più ampia di approccio commerciale che considera il web uno strumento fondamentale di avvicinamento al mercato.”
Il circolo virtuoso
Quello che, dal punto di vista di un costruttore come Tierre, è un circolo virtuoso, peraltro già collaudato in molti mercati esteri e basato sul passaggio di palla tra costruttore, che tramite i suoi canali ecommerce intercetta l’interesse del mercato, e il rivenditore, che ha il compito di finalizzare la vendita, è però spesso guardato con perplessità, se non con sospetto, proprio da questi ultimi. Ma il dibattito è aperto, come confermano le testimonianze che abbiamo raccolto dai concessionari.
Daniel Menardi: “Internet è il futuro”
“Il cliente oggi è molto più informato rispetto al passato e ci costringe a un salto di qualità: molto spesso, senza un previo controllo sul web, non arriva nemmeno al negozio” afferma Daniel Menardi, della Menardi di Sesto al Reghena (PN).
Due in particolare sono le certezze, la prima è che: “Nessuna attività commerciale potrà più prescindere da un solido presidio del canale web e infatti chi non si è mosso per tempo sconta già adesso un ritardo difficilmente recuperabile.”
La seconda è la seguente: “Nel nostro settore, l’attività di eCommerce non potrà mai essere il core, ma costituirà sempre di più un supporto prezioso all’attività di vendita in sede e una possibilità interessante per ampliare il raggio d’azione dell’azienda”. Affinché il “gioco” funzioni, la sinergia con il costruttore è però necessaria.
Claudio Cussotto: rischi e opportunità
Più critica è la posizione di Claudio Cussotto, commerciale di Agrimec di Crosetto. “L’eCommerce è un canale interessante se si hanno tempo e risorse per curarlo e farlo crescere.
Dal canto nostro, come costruttori, utilizziamo internet come una vetrina per presentare la nostra gamma e portare i clienti a finalizzare l’acquisto in concessionaria.
Per il prodotto che proponiamo, completamente personalizzato sulle esigenze del cliente, non potrebbe essere diversamente. In generale poi, le vendite online nel settore della meccanizzazione devono fare i conti con la scarsa fiducia degli acquirenti: forse in altri paesi è diverso, ma da noi sono ancora pochi i clienti disposti condurre on line un acquisto del valore di decine di migliaia di euro.
Senza contare che le possibilità di “sbagliare l’acquisto”, ossia scegliere una macchina poco adatta alle proprie esigenze, sono davvero molto alte, viste le variabili in gioco e al netto della qualità dell’offerta.”
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di aprile – maggio di Rivenditore Agricolo – Agriparts











