Offrire il maggior numero di servizi possibili mantenendo, al tempo stesso, una qualità molto alta, senza snaturarsi mai. Da cinquant’anni è questa la sfida di Garden Motor, un’attività che offre principalmente articoli per agricoltura e giardinaggio ma che non trascura alcuni campi collaterali come, ad esempio, l’abbigliamento da lavoro e antinfortunistico. Senza dimenticare l’officina, un punto forte per Garden Motor soprattutto agli occhi dei clienti più affezionati. Vediamo perché.
Siete aperti ormai da oltre cinquant’anni, avendo aperto i battenti negli anni Sessanta, perciò di cambiamenti ne avete visti parecchi? Qual è secondo voi il più recente?
Abbiamo assistito negli ultimi anni a una vera rivoluzione tecnologica, con la nascita di macchinari sempre più specifici e sempre più in grado di “fondersi” con l’uomo, con i tecnici che li manovrano. Questo vale per il settore agricolo, ma anche nel settore giardinaggio. In questo campo, in particolare, abbiamo una richiesta sempre crescente di attrezzatura a batteria: un cambiamento di mercato che probabilmente era prevedibile ma che, francamente, è avvenuto con una rapidità impensabile.
Quali sono i motivi di questo cambiamento? E, dati alla mano, quanto è importante?
Iniziamo dai dati: fino a due anni fa, diciamo in epoca pre-pandemia, il rapporto tra la richiesta di macchinari a batteria rispetto a quelli a motore termico era circa del 5% contro il 95%. Non c’era partita, diciamo. Oggi, invece, la proporzione è già cambiata e il 20% delle attrezzature vendute va a batteria, contro l’80% degli attrezzi diciamo più classici. Le motivazioni sono molte e differenti, ma diciamo che principalmente le attrezzature a batteria sono più semplici da utilizzare, più maneggevoli, meno rumorose e senz’altro meno inquinanti.
Ha qualcosa da aggiungere sul mercato attuale?
Sì: quest’anno le vendite del periodo estivo sono un po’ rallentate rispetto al solito, soprattutto nel comparto giardinaggio, per via della siccità. Non piove, quindi non cresce l’erba, quindi non si investe per un attrezzo che magari è destinato a restare fermo ancora un po’. Il nostro è proprio un lavoro che, per molti aspetti, segue le stagioni e le annate.
Qual è il servizio che offrite, a parte la vendita, che riscuote maggiore successo?
Direi l’officina, anzi le officine. Ne abbiamo due: una dedicata ai prodotti Pellenc, una a tutte le macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. Dico che è il nostro punto forte perché siamo davvero in pochi a trattare e riparare attrezzi a batteria, che come dicevo prima sono una relativa novità. Questo significa che i nostri clienti possono acquistare da noi certi prodotti con la certezza che, se dovessero avere in futuro dei problemi, ci sarebbe sempre qualche esperto pronto ad aiutarli. Evitando fermi macchina lunghi e controproducenti. Penso che questo aspetto dia molta sicurezza e sia percepito come positivo da chi intende acquistare. Poi, abbiamo dato una buona spinta al reparto commerciale.
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di giugno-luglio 2022 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











