Garden Motor Montefiore nasce nel 1955 da un’idea dei fratelli Ginesio e Dante Montefiore, che attraverso i mercati itineranti sviluppano una conoscenza del settore meccanico, boschivo ed edile. Nel 1958 apre il primo punto vendita ad Orvieto, un centro commerciale e tecnico dei migliori marchi che in poco tempo diventa un importante centro di assistenza. Grazie alla continua ricerca e alle innovazioni, Ginesio e Dante diventano il punto di riferimento per aziende statali e private. Oggi l’attività di famiglia è portata avanti dai figli Carlo e Isabella, che, grazie all’ esempio dei genitori e alla collaborazione di un team qualificato, si dedicano con impegno alla crescita dell’azienda, rispondendo con efficacia alle esigenze di mercato. Ci ha raccontato le ultime novità del punto vendita Carlo Montefiore nell’intervista che segue.
Visto il difficile momento economico e geopolitico, come sta andando la vostra attività?
“La nostra attività sta andando bene, soprattutto per il giardinaggio. I problemi si sono stati, come l’aumento dei prezzi e la reperibilità dei prodotti: tra il 2022 e il 2023 ordinavamo delle macchine e non arrivavano in tempo, ma ora il bilancio è in linea. Nel 2024 abbiamo già registrato un aumento del fatturato del 10% per l’agricoltura e il giardinaggio. Siamo comunque sempre legati al clima, ma siamo ottimisti visti i primi tre mesi positivi”.
Quali sono i vostri ultimi investimenti?
“Abbiamo investito di più nel servizio post vendita, che fidelizza il cliente. Anche chi è distante viene da noi per l’assistenza. In 48 ore riconsegniamo le macchine a domicilio. Abbiamo quattro tecnici specializzati, dei quali due dedicati al settore batteria”.
Ma per un buon servizio post vendita ci vuole personale formato, giusto?
“Noi investiamo molto nella formazione. Ripariamo di tutto, anche le macchine cinesi. Siamo rivenditori dei marchi Honda e Pellenc: quest’ultima, soprattutto, ci propone calendari per corsi di formazione ai quali partecipano i nostri tecnici, alcuni dei quali sono con noi da 25 anni. Non è facile trovare nuovo personale: ne cerchiamo per i prodotti a batteria, ma non li troviamo, i giovani non vogliono fare questo lavoro”.
L’usato prende sempre più piede, come sta andando per voi questo tipo di mercato?
“In genere limitiamo l’usato, cerchiamo di non ritiralo dai nostri clienti che vogliono acquistare il nuovo. Teniamo solo la macchina in conto vendita, ma non puntiamo sull’usato”.
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di giugno-luglio 2024 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











