Il momento non è dei più semplici. Tuttavia, osservando con attenzione il mercato e lo scenario generale, capita di intravedere qualche buona occasione da non farsi scappare. Ne è convinto Nicolò Piovan, titolare insieme a mamma Sofia e papà Moreno di PM Piovan Ricambi a Casale di Scodosia, in provincia di Padova. L’azienda, fondata nel 2014 da Moreno, ha molte anime, una per ogni opportunità che la famiglia Piovan ha saputo cogliere in questi undici anni: vendita di ricambi, macchine usate, e anche noleggio. L’ultima occasione colta, ma solo in ordine di tempo, è stata diventare il decimo negozio Powered by Kramp in Italia. “Siamo partiti con il commercio di trattori agricoli usati – racconta Nicolò –. Nel 2016-2017 abbiamo acquistato un nuovo capannone. Poco tempo dopo un rappresentante Kramp ci ha proposto di allestire un negozio di ricambi: non c’era nulla del genere in un raggio di 20 km. L’apertura doveva avvenire alla fine del 2019, poi a causa di una serie di ritardi e soprattutto del Covid, è slittata fino a settembre 2020. Con un po’ di pubblicità e il passaparola ci siamo fatti conoscere e guadagnato fette di mercato”.
Quando avete deciso di diventare un negozio Powered by Kramp?
Abbiamo iniziato a parlarne a metà del 2024. Alla fine dell’anno, Kramp ha fatto l’allestimento e lo scorso 1° febbraio c’è stata l’inaugurazione.
Com’è cambiato il punto vendita dopo questa trasformazione?
È stato fatto un significativo ampliamento. L’area espositiva raggiunge ora i 250 metri quadrati, con oltre 50 metri lineari di scaffalature che ospitano 30 categorie di prodotti a marchio Kramp. Il layout è stato completamente rivisto: abbiamo aggiunto una porta di ingresso. Ora entrando il cliente non si trova più subito di fronte al bancone e può invece esplorare l’offerta in esposizione. Si esce infine dalla precedente entrata vicino al banco.
Come sta andando?
Molto bene. L’afflusso di persone in negozio è aumentato.
Non temete che con questa formula di vendita venga meno il ruolo di consulente?
No, perché solo una parte della nostra offerta è sugli scaffali in esposizione. I ricambi più tecnici e particolari sono in magazzino. Spesso il cliente non sa esattamente di cosa ha bisogno e quindi ci chiede supporto.
Quanti ricambi avete subito disponibili a magazzino?
Circa 200mila referenze. Tramite Kramp riusciamo poi ad avere qualsiasi ricambio mediamente entro il giorno successivo all’ordine.
C’è molto stress sulla disponibilità del pezzo?
L’urgenza regna sovrana. Va detto che i clienti vogliono il pezzo subito anche quando, come in inverno, averlo il giorno dopo non cambierebbe molto.
Un po’ una forma mentis. Nel complesso però il ricambio è sicuramente un elemento cruciale
Si tende a riparare sempre più spesso. È vero che, anche nella nostra zona, grazie agli incentivi sono stati rottamati tanti vecchi trattori, soprattutto quelli delle aziende che fanno vigneto. Tuttavia, le piccole realtà che coltivano sementi o comunque prodotti con poco margine usano ancora mezzi abbastanza vecchi. Questi ultimi devono essere regolarmente riparati.
Capita che vi vengano richiesti ricambi decisamente obsoleti?
Abbastanza spesso. Ci sono ancora in attività macchine di 60-70 anni fa!
Il ricambio più “anziano” che avete venduto?
Essendo la nostra una realtà abbastanza giovane non abbiamo tanti “fondi di magazzino”. Ci è però capitato di vendere un pezzo per un trattore Fiat degli Anni ’60.
Nel complesso, è aumentato il numero di referenze in stock?
Decisamente sì. Negli ultimi anni c’è stata una grande evoluzione nel settore delle macchine agricole che ha impattato anche sulla quantità di ricambi che servono per garantire assistenza. Una volta la stessa frizione poteva andare bene per anche venti modelli diversi. Oggi può capitare che da un modello all’altro dello stesso marchio cambino moltissimi ricambi.
Le nuove tecnologie aiutano a ottimizzare la gestione del magazzino: ne avete adottata qualcuna?
Utilizziamo un gestionale con codici a barre ma il prelievo è ancora a scaffale. Stiamo completando dei lavori in un nuovo capannone e valutando, a lavori ultimati, di introdurre una soluzione di magazzino verticale. Se la mole di attività sarà tale da giustificare l’investimento, molto probabilmente lo faremo.
Trattate ancora l’usato?
Sì. Al momento è un’attività marginale, ma vogliamo renderla più rilevante nel prossimo futuro. Nel frattempo, sempre lo scorso febbraio abbiamo avviato un servizio di noleggio di ceste autocarrate.
Come mai questa scelta?
Per variare. L’attività dei ricambi è molto stagionale: ci sono mesi di intensa attività e periodi scarichi. Nella zona manca chi noleggia determinate attrezzature, ma la richiesta è alta da parte di giardinieri, imprese edili, ecc.
State pensando di ampliare l’offerta a noleggio, inserendo altre attrezzature?
Abbiamo già anche dei mini escavatori. In futuro potremmo inserire anche i cippatori, i fresaceppi e le catenarie per la realizzazione degli impianti di irrigazione.
Offrite anche altre tipologie di servizi?
Facciamo i controlli funzionali alle irroratrici, un servizio che negli anni si sta ampliando. Inoltre, da un paio di mesi siamo rivenditori delle guide autonome di FJDynamics.
Quali sfide vede nel prossimo futuro?
La cosa che mi preoccupa di più è l’incertezza dei prezzi in agricoltura, un tema che non riguarda solo la nostra zona. Nei prezzi dei cereali, ad esempio, non ci sono certezza, né logica: oggi possono costare 10 e domani 2. Così le aziende non si sentono sicure. Spesso gli agricoltori mi dicono di sentirsi un po’ abbandonati dalla politica e dalle istituzioni.
E le opportunità?
Ce ne sarebbero tante. Per quel che ci riguarda vogliamo esplorare nuovi settori insieme a Kramp: oltre che per l’agricoltura, offrono anche ricambi industriali. Potremmo ampliare il nostro bacino di utenza inserendo anche questa tipologia di prodotto nella nostra offerta. Vogliamo, come detto, anche cogliere altre opportunità con il noleggio.
Qual è la “ricetta vincente” per rimanere competitivi?
Stare alla finestra e guardare come evolve il mercato per capire cosa conviene fare e cosa no. Una cosa è certa: la terra deve essere lavorata. In agricoltura i margini non sono eccezionali e vale anche per i ricambi. Di lavoro però ce n’è sempre.
Nicoletta Ferrini











