Pakelo Lubricants, leader nella produzione e distribuzione di olii e lubrificanti per i settori più diversi, fa della ricerca e della continua innovazione i suoi punti di forza, per restare al passo con i tempi e confezionare i prodotti con abilità sartoriale. L’azienda formula, produce e distribuisce nel mondo dal 1930 lubrificanti all’avanguardia, in linea con le specifiche e omologazioni delle case costruttrici, per auto, moto, trazione pesante, movimento terra, agricoltura, industria, industria alimentare, in più di 40 Paesi. L’azienda, che ha investito ultimamente circa 8 milioni di Euro per una sua crescita sostenibile, vanta uno dei laboratori di ricerca e analisi più sofisticati d’Europa: il tempo ha rivelato la complessità che sta alla base della scienza della lubrificazione e i molteplici aspetti da tenere in considerazione, come la rivoluzione dei lubrificanti multigradi, le additivazioni sempre più performanti, la continua innovazione tecnologica dei motori e la tutela ambientale. Proprio per stare al passo con i tempi il centro ricerche consente all’azienda di sperimentare e innovare i suoi prodotti costantemente, ispirandosi al motto “I lubrificanti non sono tutti uguali”.
Un settore in continua evoluzione
Per capire meglio quali sono i plus di un’azienda leader nella produzione di olii e lubrificanti anche per il settore agricolo, abbiamo intervistato l’Ing. Roberto Scolaro, Responsabile Tecnico Commerciale in Pakelo. Il comparto delle macchine agricole è in continua evoluzione, come ci ha confermato Scolaro: “Negli ultimi anni si è assistito a sviluppi e progressi senza precedenti non solo nel motore, ma anche nelle trasmissioni e nelle attrezzature, nel design e nel comfort. L’obiettivo è migliorare efficienza e produttività, riducendo al contempo le emissioni inquinanti e i consumi di gasolio. In questo il lubrificante svolge un ruolo fondamentale, proteggendo e rendendo più efficienti tutti gli organi e le attrezzature”.
Chimica all’avanguardia per ridurre le emissioni
Scolaro ha fatto anche chiarezza su alcuni aspetti tecnici: “Nel motore, la presenza di filtri (DPF), catalizzatori (SCR e DOC), valvole per i ricircolo di gas di scarico (EGR) e l’utilizzo di gasolio con bassissima presenza di Zolfo (10 ppm) e 7% di FAME ( (Fatty Acid Methyl Esters) creano condizioni molto severe per la lubrificazione. Si devono pertanto utilizzare lubrificanti con chimiche moderne ed aggiornate perché, se così non fosse, ci potrebbero essere non solo delle ripercussioni sulla efficienza dei sistemi antinquinamento, ma anche minore durata ed efficienza del motore stesso”.
Le normative più moderne
Altro aspetto importante sono le specifiche Internazionali e quelle dei Costruttori. Entrambe sono costantemente in aggiornamento perché vi sono continue evoluzioni/modifiche del motore. “Queste spingono i costruttori a valutare e risolvere problematiche di lubrificazione che precedentemente non erano considerate o che non avevano motivo di esistere. Ad esempio, le recenti specifiche ACEA 2022 (European Automobile Manufacturers’ Association) rispetto alle precedenti del 2016 prevedono un test di compatibilità con pistoni in acciaio (utilizzati da alcuni costruttori nei loro nuovi motori a basse emissioni) e il lubrificante deve resistere a temperature e pressioni più elevate rispetto a motori con pistoni in alluminio. L’ulteriore conseguenza di queste alte temperature è la ridotta vita dell’olio per/ a causa dell’ossidazione. Questa comporta ispessimento del lubrificante e formazione di acidità all’interno del motore. ACEA 2022 prevede quindi un ulteriore e specifico test per valutare questa resistenza all’ossidazione (Volvo T13) che non era presente nell’edizione 2016”.
Lubrificanti sintetici: sì o no?
Con Scolaro abbiamo ragionato anche sulla questione dell’utilità dei lubrificanti sintetici: “Le basi sintetiche consentono normalmente più lunghi intervalli di sostituzione perché di più alta qualità e con maggiore intrinseca resistenza all’ossidazione. Tuttavia, in agricoltura molto spesso gli intervalli di sostituzione sono influenzate da contaminazioni esterne quali umidità o polvere. In prima battuta si potrebbe quindi pensare che non sia necessario nel settore agricolo utilizzare basi sintetiche di maggior pregio e di maggior costo. Bisogna però considerare che i moderni motori con sistemi antinquinamento sono sensibili e perdono efficienza quando a contatto con elementi quali Zolfo (presente nelle basi minerali) e anche Fosforo, Calcio e Zinco (presenti negli additivi). Il vincolo di avere bassissima presenza di Zolfo nel lubrificante costringe quindi i formulatori ad utilizzare basi sintetiche, non tanto per allungare gli intervalli di sostituzione, quanto per garantire durata ed efficienza dei sistemi antinquinamento. Pertanto l’utilizzo dei lubrificanti sintetici sono effettivamente essenziali anche in agricoltura”.
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di marzo-aprile 2023 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











