Il comparto delle macchine e dell’attrezzatura, sia per l’industria pesante che per il comparto agricolo, è interessato da una fase di profondo rinnovamento tecnico. Tale fase non interessa soltanto la messa a punto di piattaforme robotiche capaci di svolgere le più svariate operazioni, ma parte da un’attenta analisi delle singole componenti e dei materiali. L’adozione di lamiere anti-usura come Hardox e acciai ad alto limite elastico come Strenx, l’utilizzo di vernici protettive e “green”, lo sviluppo di mescole innovative per gli pneumatici e l’evoluzione delle batterie al litio trasformano profondamente il modo in cui le macchine vengono progettate, realizzate e gestite.
Ogni fase della ricerca che viene svolta per trovare nuove soluzioni ha come scopo di rispondere a precise richieste provenienti dal mercato.
Ad esempio, l’impiego di acciai ad alta resistenza sta rivoluzionando il modo di progettare: strutture più leggere ma anche più longeve, con vantaggi concreti in termini di consumi e costi di gestione. Allo stesso tempo, i materiali anti-usura garantiscono una durata nettamente superiore per le parti soggette ad abrasione e impatto.
Non è solo una questione di performance: la corsa verso la sostenibilità ambientale, dalle vernici a basso contenuto di solventi, alle mescole per pneumatici “verdi”, fino alle batterie al litio-ferro-fosfato e ad altre soluzioni più pulite, sta ridisegnando anche il panorama della manutenzione e dei servizi post-vendita.
Il riferimento è all’intero ciclo di manutenzione e assistenza, che comprende anche la formazione degli operatori, oggi chiamati a garantire l’efficienza dei nuovi macchinari attraverso una gestione attenta e consapevole dei componenti, a partire dai materiali.
Per comprendere appieno l’importanza dei nuovi materiali, è necessario da un lato analizzare le soluzioni di ultima generazione introdotte dai costruttori e le ragioni della loro diffusione in termini di efficienza, durata, sostenibilità e dall’altro capire in che modo queste innovazioni stiano trasformando il mondo dell’assistenza: dalle attrezzature ai software, dalle competenze tecniche all’organizzazione del lavoro, con tutte le sfide e le opportunità che ne derivano per operatori e officine.
L’evoluzione dei rivestimenti per la manutenzione industriale
Quello finora descritto è un trend che si inserisce in un contesto globale più ampio: basti pensare che il mercato mondiale dei rivestimenti per la manutenzione industriale, stimato in 4,6 miliardi di dollari nel 2024, raggiungerà 5,3 miliardi entro il 2030, spinto da tecnologie ecocompatibili, nanotecnologie e sistemi di monitoraggio intelligente basati su intelligenza artificiale e IoT. Questi rivestimenti, essenziali per proteggere macchinari e infrastrutture industriali da corrosione, usura e stress termici, si stanno rapidamente evolvendo verso formulazioni a base acqua, autoriparanti e ad alte prestazioni.
A titolo di esempio, si possono citare i risultati di studi condotti riguardo i rivestimenti resistenti all’usura per le applicazioni critiche, i quali hanno dimostrato che i rivestimenti intelligenti con proprietà auto-riparanti che si adattano agli stimoli ambientali hanno ritardato l’inizio della corrosione di oltre 72 ore nei test in nebbia salina e ripristinato fino al 90% delle prestazioni della barriera dopo danni localizzati. Questi sistemi intelligenti non solo ritardano l’inizio della corrosione, ma riparano anche i danni localizzati, offrendo una soluzione più sostenibile alla degradazione dei materiali a lungo termine.
L’effetto dei nuovi materiali sul biosistema agricolo
Lo stesso orientamento sta emergendo anche nel mondo agricolo, dove le macchine di nuova generazione più connesse, automatizzate e performanti richiedono materiali in grado di garantire resistenza, efficienza e sostenibilità lungo tutto il loro ciclo di vita. È un cambio di paradigma che interessa l’assistenza tecnica, la formazione degli operatori, fino alla gestione predittiva della manutenzione. Sicuramente il punto di partenza per la ricerca di materiali innovativi, performanti e sostenibili in ambito agricolo parte dall’analisi degli effetti che questi avrebbero sul biosistema.
A titolo di esempio, si può citare la forte spinta che si sta avendo nell’ideazione di macchine e componenti che, a partire dai materiali, siano in grado di minimizzare l’impatto sul terreno in termini di peso e quindi di relativa azione di compattamento. Infatti, una compattazione eccessiva può verificarsi non solo in caso di carico troppo elevato o pressione degli pneumatici non corretta, ma dipende anche dalla qualità e dal tipo di pneumatico che viene montato. In questa particolare situazione ci si trova davanti a un caso dove il costruttore deve essere in grado non solo di garantire componenti capaci di rispettare le caratteristiche del singolo terreno, ma anche di far sì che queste siano dotate di una buona trazione, siano caratterizzate da una buona resistenza all’usura e da un elevato grado di stabilità. La prima grande area di innovazione riguarda dunque i materiali metallici strutturali, dove la ricerca ha portato allo sviluppo di acciai sempre più performanti e resistenti.
In questo ambito, due esempi emblematici come Hardox e Strenx rappresentano lo stato dell’arte nell’ottimizzazione di resistenza meccanica, leggerezza e durabilità, segnando un punto di svolta nella progettazione delle macchine agricole moderne.
Acciai avanzati: Hardox e Strenx
Hardox è un acciaio resistente all’abrasione (AR steel) sviluppato da SSAB (Stoccolma, Svezia), noto per la combinazione di durezza e tenacità che lo rende ideale per applicazioni soggette a usura intensa. È un materiale hard through and through, caratterizzato da una durezza uniforme dalla superficie al nucleo, capace di garantire una lunga vita utile e un’elevata produttività anche in condizioni estreme.
La durezza nominale varia tra 450 e 540 HBW (equivalenti a circa 47–54 HRC), con una resistenza a trazione che può raggiungere i 2000 MPa in alcune varianti, come Hardox Extreme. Queste proprietà consentono di ridurre il peso strutturale senza compromettere la durabilità: ad esempio, l’impiego di lamiere di 5 mm al posto di 6 mm consente un risparmio di peso del 17% e un corrispondente aumento del carico utile. Strenx, anch’esso prodotto da SSAB, è un acciaio strutturale ad alta resistenza con un limite di snervamento compreso tra 600 e 1300 MPa, disponibile in spessori da 0,7 a 160 mm. È progettato per strutture portanti leggere e robuste, con ottime proprietà di planarità, piegabilità e saldabilità. L’elevata resistenza alla fatica e la tenacità agli impatti permettono soluzioni costruttive innovative che riducono il peso delle macchine agricole fino al 30–50%, con un significativo miglioramento dell’efficienza e una riduzione dei consumi. Questi materiali trovano impiego in componenti soggetti a sollecitazioni elevate, come telai, benne, ribaltabili e parti d’usura, garantendo maggiore longevità e riduzione della manutenzione. Aziende come Farmtech (Ljutomer, Slovenia) utilizzano Hardox per i propri ribaltabili, mentre produttori quali Major Equipment (Ballyhaunis, Irlanda), Mapro Systems (Alunda, Svezia) e Agro-Masz (Strzelce Małe, Polonia) adottano Strenx per telai e aratri leggeri, con benefici in termini di riduzione della compattazione del suolo e minori consumi di carburante.
Sofia Matilde Luglio e Mino Sportelli
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Novembre/Dicembre 2025 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











