Macchine Agricole Devoti nasce nel 1957 e da allora si occupa con passione della vendita, della manutenzione e della ricambistica di macchine agricole. Uno dei segreti del rivenditore piacentino è sicuramente l’assistenza garantita ai clienti da personale competente e costantemente aggiornato che opera in un magazzino di 500 metri quadrati, nel quale sono sempre a diposizione ricambi di ogni tipo. Il capannone storico dell’azienda, che si sviluppa su un’area di 5.000 metri quadrati dedicati all’esposizione e alla riparazione, è stato recentemente ristrutturato in una veste moderna e dinamica. L’acquisizione di altri 8.000 metri quadrati di fianco al complesso attuale porterà Macchine Agricole Devoti a sviluppare ulteriormente gli spazi dedicati all’officina e al magazzino ricambi.
Abbiamo sentito Stefano Devoti, titolare del rivenditore piacentino, che ci ha parlato della situazione generale del mercato e dei progetti che riguardano la sua azienda:
Ci vuole fare un commento sulla situazione generale del settore agricolo?
“Siamo in un momento delicato per l’agricoltura, soprattutto viste le politiche dell’UE che vogliono imporre regole al settore che in Italia sono di difficile realizzazione. Per esempio, il problema dell’incolto 4.0 per 100 ettari imposto da Bruxelles: non si tratta semplicemente di lasciare incolto una parte di terreno, ma di capire che il problema sarà sfamare la popolazione se si tolgono ettari di terra coltivata”.
Come impatta questa situazione sulla vostra attività?
“Abbiamo superato il periodo difficile della pandemia, che ci ha sottratto un 20% di fatturato nel 2020. Poi c’è stata una grande ripresa nel 2021, con un aumento del 30%, e di seguito un calo fisiologico nel 2022, con un -10% rispetto al 2021. Abbiamo poi chiuso il 2023 con un buon recupero di fine anno quando sono arrivate le macchine dopo il blocco delle consegne. Avevamo previsto tutto, anche nella situazione geopolitica internazionale difficile, ma non ci aspettavamo l’inflazione”.
E per il 2024 quali sono le vostre previsioni?
“Abbiamo tante macchine da rivendere, i costruttori ci hanno fatto pressione. Si tornerà un po’ al 2019. Grazie agli investimenti fatti in questi ultimi tre anni speriamo di “tenere botta”, anche grazie ai nuovi fondi previsti nel 2024 (Inail, Ismea, PNRR). Prevedo comunque un calo, anche per l’attuale situazione economico-finanziaria. Abbiamo tanto stock di macchine, visti gli investimenti del 4.0”.
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di marzo-aprile 2024 de Il Giornale del Rivenditore Agricolo











