Il presidente di Unacma Roberto Rinaldin ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per sensibilizzare le Istituzioni sul difficile momento che stanno vivendo le imprese attive nel commercio delle macchine agricole.
“La vendita delle macchine ed attrezzature, core business della nostra categoria, dove si consolidano i nostri bilanci, si è totalmente bloccata dal 12 marzo 2020. – si legge nel documento -. Tutti gli agricoltori, comprensibilmente, in questo momento, non sono certamente impegnati nel valutare e/o concludere gli investimenti programmati neppure in presenza della opportunità che il suo Governo ha concesso agli agricoltori con la trasformazione del super ed iper ammortamento in credito d’imposta. Questo significa, per le nostre aziende, perdere totalmente l’anno in corso dal punto di vista commerciale.”
Per evitare il crollo delle aziende, che comporterebbe tra l’altro un grave danno alle aziende agricole che si vedrebbero private del servizio capillare di fornitura e manutenzione del parco macchine circolante, Unacma chiede un provvedimento mirato alla categoria dei rivenditori che tenga conto di una lista richieste:
- Intervenire già entro la fine del mese di marzo, con azioni che ci consentano, in mancanza di fatturato, di disporre di sufficiente liquidità per onorare gli impegni in scadenza Immediata
- Immediata messa a disposizione degli ammortizzatori sociali per il personale dipendente oltre alle misure temporali già previste.
- Immediata messa a disposizione attraverso il sistema bancario di liquidità corrente garantita da un fondo statale, di facile accesso mediante corsie preferenziali per far fronte alle scadenze ordinarie
- Immediato rinvio di pagamento di qualsivoglia tassazione diretta e indiretta e successiva possibilità di rateizzazione a partire da 12 mesi delle stesse
- Immediata emissione di contributi a fondo perduto dedicati alla categoria dei commercianti e riparatori di macchine agricole per il sostentamento di comprovate emergenze finanziarie occorrenti al proseguimento dell’attività lavorativa in termini di investimenti tecnico-strutturali
Qui il testo integrale della lettera aperta.











