Il settore florovivaistico italiano è decisamente rigoglioso: il comparto, infatti, si conferma in crescita, nonostante le sfide poste dagli sbalzi climatici che continuano a influenzare l’agricoltura in generale.
Il 2024, secondo i dati Istat diffusi da Myplant & Garden – salone internazionale per i professionisti del florovivaismo, del garden, del paesaggio e del verde sportivo in Italia – ha registrato nuovo record di valore della produzione, superando i 3,25 miliardi di euro: +3,5% rispetto all’anno precedente, +23% rispetto a cinque anni fa e +30,8% rispetto a dieci anni fa. Il 54,5% del valore totale della produzione florovivaistica è attribuito al comparto vivaistico, che ha superato quota 1,7 miliardi di euro (+3,4% rispetto all’anno precedente). Il 45,5% proviene dall’attività floricola, che ha toccato 1,5 miliardi di euro (+3,5% rispetto al 2023).
Negli ultimi dieci anni – nel 2015 la produzione complessiva ammontava a circa 2,5 miliardi di euro), l’attività floricola ha registrato una crescita media annua del +2,8%, mentre l’attività vivaistica un +2,6% di crescita media annua. Dal Primo Rapporto sul florovivaismo italiano promosso da Myplant, Coldiretti e Assofloro, in collaborazione con Centro Studi Divulga.
Il comparto rappresenta l’8% delle produzioni vegetali e il 5,3% del totale agricoltura, rappresentato, secondo l’ultimo censimento agricolo, da 20mila imprese (9.356 operative nel vivaismo e 11.855 per piante e fiori).
Sono oltre 45mila gli ettari di terreno dedicato al florovivaismo in Italia.
La top ten delle regioni con la maggiore produzione florovivaistica nel 2024 è così composta, nell’ordine: Toscana, Liguria, Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna e Veneto, con il Friuli-Venezia Giulia a tallonare il Piemonte per la decima posizione. Tutte queste regioni, ad eccezione di Campania e Puglia, hanno registrato un incremento produttivo pari o superiore al 3%.












