Un magazzino ricambi con 80.000 referenze in giacenza di cui almeno un quarto a dir poco “obsolete”: quello della concessionaria Crupi di Lovero (Sondrio) è un vero e proprio “tesoro” in termini di componenti. A raccontarcene la storia è Stefania Crupi che, insieme ai fratelli Francesco e Giuseppe, guida l’azienda avviata nel 1967 dal papà Giovanni: “abbiamo ricambi con anche più di quarant’anni. Si possono anche trovare sul nostro sito alla voce “gli introvabili”
Come siete arrivati ad avere un simile “tesoro”?
“Papà ripeteva che il nostro obiettivo era garantire assistenza e aiutare la clientela a non rimanere mai ferma perché in agricoltura domani magari piove oppure può esserci un contrattempo e si deve poter lavorare oggi. Per questo è fondamentale avere i ricambi. Così per ogni nuovo modello mio padre voleva che, insieme alla macchina da vendere, gli arrivasse sempre anche tutta la componentistica. Inoltre, a ogni buona occasione, ha ritirato stock interi dalle Case. Abbiamo scaffali e scaffali di ricambi, tutti originali, organizzati per grafica e schedati digitalmente”.
Utilizzate gestionali?
“Sì, dalla fine degli Anni ’80. Siamo stati probabilmente tra i primi. Oggi abbiamo dati risalenti al 1992: sappiamo da chi e quando abbiamo acquistato ogni ricambio, a chi lo abbiamo venduto e così via”.
Per quali tipologie di macchine riuscite a fornire i ricambi?
“Siamo nel cuore del Valtellina, in alta montagna. Il nostro territorio è fatto di boschi, vigneti, un po’ di frutteti, gli alpeggi. Il parco macchine rispecchia quindi la tipologia di lavoro nella zona. Dalle nostre parti quindi le macchine più grandi sono quelle da 130 CV che si usano per la neve a Livigno. Anche per questa tipologia di mezzo però abbiamo in casa la componentistica per modelli che possono avere 20 o 30 anni”.
Qual è il valore sul mercato di un simile patrimonio?
“La voce si è sparsa: ci contattano da tutt’Italia, a volte su indicazione degli stessi Costruttori, chiedendoci qualche pezzo datato. Non solo molto spesso riusciamo a soddisfare le richieste ma forniamo anche una consulenza tecnica specifica. Nell’ultimo periodo poi i volumi sono aumentati parecchio”.
Quali iniziative state sviluppando per sostenere questa crescita?
“Abbiamo innanzi tutto aumentato il personale in magazzino, passando da tre a quattro persone e mezza. Stiamo però anche lavorando al sito Internet. Il nostro obiettivo è fornire un servizio complessivamente ancora più efficace e veloce”.
E investimenti tecnologici?
“Avevamo già pronto un progetto di espansione per l’installazione di un magazzino verticale su due colonne ma è rimasto bloccato da ritardi burocratici. Questo tempo ci ha però dato modo di riflettere: abbiamo quindi accantonato il progetto e deciso puntare sull’ottimizzazione dei flussi digitali, più che fisici.
In che modo?
“Integrando i sistemi: stiamo lavorando con alcune Case affinché, insieme al DDT di consegna, ci arrivino anche i codici di prodotto. Inserire manualmente i dati nei gestionali ci fa perdere più tempo degli spostamenti in magazzino”.
Nel complesso, com’è cambiato e sta cambiando il vostro mercato?
“Fino a qualche anno fa nella nostra zona c’erano pochissime aziende, ma tanti privati per cui l’agricoltura e l’allevamento non erano un lavoro ma un’attività svolta con finalità di autoconsumo. Circa dieci anni fa le cose hanno iniziato a cambiare: frutteti e castagneti sono stati trasformati in orti e giardini privati. L’autoconsumo è quasi sparito con l’eccezione di qualche hobbista. Il mercato è oggi fatto soprattutto di aziende agricole di più grandi dimensioni (si tratta comunque di realtà con pochi dipendenti) e professionisti del verde, alcuni dei quali si sono meccanizzati”.
È una clientela più esigente?
Anche. Soprattutto però è una clientela che ne sa, o crede di saperne, abbastanza e si affida di meno al nostro consiglio. Le persone vanno direttamente dove pensano di trovano quello che stanno cercando, che hanno visto in fiera, di cui hanno letto online e così via. Molti però, soprattutto per quel che riguarda il garden, scelgono da chi acquistare un prodotto dopo aver visto quanto è grande la sua officina
Quanto pesa l’assistenza nella competizione?
“Parecchio. In tanti ci scelgono per il servizio che garantiamo. C’è stato un momento qualche anno fa in cui non sembrava più essere un valore così rilevante per il mercato, ma negli ultimi anni è tornato a essere fondamentale”.
I margini?
“Quelli ahimé si sono ridotti perché sono aumentate le spese. Inoltre, manca il personale. La vicina Svizzera ci fa concorrenza: le persone che formiamo sanno di poter guadagnare di più spostandosi di pochi chilometri.
Quali soluzioni avete adottato per essere più efficienti?
Abbiamo esternalizzato servizi meno ordinari, come ad esempio la carpenteria, “industrializzato” i processi concentrando le lavorazioni simili nelle stesse giornate e ci siamo “meccanizzati” con attrezzature per, ad esempio, affilare le catene delle motoseghe o smontare/montare le gomme. Inoltre, da quest’anno abbiamo deciso di dedicarci principalmente alla nostra clientela. Abbiamo sempre offerto assistenza a tutti ma le macchine agricole sono ormai troppo diverse tra loro. Si perde più tempo a conoscere un prodotto e a procurarsi i ricambi, che a fare il lavoro. Non abbiamo tempo, spazi e personale a sufficienza”.
Com’è stata accolta questa decisione?
Molti capiscono la nostra scelta. Probabilmente non siamo i primi, né i soli.
Nicoletta Ferrini
Articolo pubblicato sul numero di Novembre-Dicembre 2024 de Il Giornale della Logistica











