Dopo la flessione dell’8% registrata nel 2024, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 torna a crescere. Secondo i dati dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, nel 2025 raggiunge un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, riallineandosi ai livelli del 2023.
La crescita è trainata principalmente dalle soluzioni software: i Farm Management Information System segnano un +17% e i Decision Support System un +26%. Sul fronte dell’agromeccanica, tornano positivi gli investimenti in macchinari connessi (+2%) e in soluzioni di telemetria e controllo (+3%), in linea con i trend europei del settore.
Il 42% delle aziende agricole italiane utilizza già almeno una soluzione smart, mentre la superficie coltivata con tecnologie digitali sale al 10% del totale, rispetto al 9,5% del 2024. Guardando alle intenzioni di acquisto future, il 37% degli agricoltori dichiara di voler investire in macchinari connessi e il 34% in sistemi di monitoraggio.
Il tasso di abbandono delle soluzioni digitali è praticamente nullo: chi le adotta registra benefici in linea o superiori alle aspettative. Un’analisi di 30 casi pilota condotta in 20 Paesi europei ha evidenziato un ROI positivo, con vantaggi concreti come un uso più efficiente degli input di produzione, riduzione dei costi e miglioramento delle rese.
La maturità digitale del settore resta però disomogenea. Solo il 9% delle aziende agricole è oggi “digitalmente maturo”, il 33% è “in cammino” verso una maggiore digitalizzazione, mentre il 58% è ancora indietro. Il mercato cresce, ma l’impulso viene soprattutto da chi ha già intrapreso questo percorso.
Chi ha ben seminato, raccoglie
“Il mercato dell’Agricoltura 4.0 conferma segnali positivi, con una ripresa degli investimenti e un tasso di abbandono quasi nullo tra le aziende che hanno già adottato soluzioni 4.0, a dimostrazione del valore concreto generato dalla digitalizzazione — afferma Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood — Allo stesso tempo, però, superficie agricola digitalizzata e livello di adozione restano sostanzialmente stabili: a investire sono soprattutto le imprese già mature. La vera sfida è coinvolgere oltre metà del tessuto agricolo che non ha ancora intrapreso questo percorso”.
Tra i principali freni alla digitalizzazione, la ricerca individua la scarsa conoscenza delle opportunità offerte dalle soluzioni 4.0, la riduzione degli incentivi pubblici — che si prevedono ulteriormente in calo — e alcune criticità strutturali legate alla scarsa interoperabilità tra le soluzioni e alla carenza di competenze. Solo il 21% delle aziende agricole, prevalentemente di grandi dimensioni, investirebbe in soluzioni digitali anche in assenza di agevolazioni.
Un ulteriore elemento che potrebbe spingere la digitalizzazione è il Quaderno di Campagna digitale, la cui obbligatorietà — prorogata al 2027 — rappresenterà comunque un fattore di accelerazione per il settore.
Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, l’8% degli agricoltori italiani ha già iniziato a utilizzare soluzioni abilitate dall’IA, con benefici dichiarati in termini di supporto alle decisioni, riduzione del carico di lavoro e maggiore controllo sui processi. A livello globale, i progetti che implementano l’IA in ambito agricolo sono più che raddoppiati nel 2025, con applicazioni concentrate soprattutto nella gestione delle attività in campo aperto — monitoraggio delle colture, gestione irrigua, difesa fitosanitaria — che rappresentano il 62% dei progetti censiti.











