Dopo tre anni d’attesa l’intesa sembra finalmente raggiunta: la presidenza portoghese del Consiglio sembra, infatti, aver raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo sulla riforma della PAC – Politica agricola comune per il periodo 2023-2027.
L’accordo, che sancisce lo slittamento dal 2020 al 2023 della nuova PAC, vuole aprire la strada a politica agricola comune più semplice, più equa e più verde, che offrirà un futuro sostenibile agli agricoltori europei. Pur sganciandosi dal Green Deal, la nuova PAC si allinea agli obiettivi rafforzando le misure ambientali e prevede anche disposizioni volte a garantire un maggiore sostegno alle aziende agricole di piccole dimensioni e ad aiutare i giovani agricoltori ad accedere alla professione.
Una comunanza di visione
“Siamo molto soddisfatti dei progressi compiuti negli ultimi due giorni: ci lasciano sperare che ci siano le condizioni per raggiungere un accordo. Tuttavia, le proposte devono essere approvate dagli Stati membri e solo allora potremo veramente dire se abbiamo raggiunto un accordo o meno”, ha dichiarato con prudenza Maria do Céu Antunes, ministra dell’Agricoltura portoghese.
I colloqui interistituzionali hanno riguardato tutti e tre i regolamenti che costituiscono il pacchetto di riforma della PAC e si sono concentrati su alcuni punti di negoziato ancora in sospeso, tra cui:
- La dotazione minima per i pagamenti diretti ai regimi ecologici e l’istituzione di un periodo di apprendimento per gli Stati membri
- Il livello minimo obbligatorio di convergenza interna per i pagamenti diretti
- Una maggiore ridistribuzione dei pagamenti diretti
- L’inclusione di una dimensione sociale nella PAC
- L’allineamento della PAC al Green Deal europeo











